Ustioni, malattia cronica non riconosciuta dai Lea

Ogni anno in Italia si registrano 4mila ricoveri: spesso, dopo le dimissioni, per problemi economici le terapie vengono abbandonate

25/05/2022

Ogni anno in Italia si registrano circa 4mila ricoveri per ustioni, ma i pazienti con esiti cicatriziali invalidanti sono circa 2.500 ogni anno. Si tratta per la maggior parte di adulti e anziani (26% tra i 50 e i 70 anni, 24% sopra i 70 anni). Nel 67% dei casi sono maschi e nel 72% gli incidenti che provocano ustioni avvengono tra le pareti domestiche. Nel 34% dei casi la causa è la fiamma, nel 23% l’alcol. Solo nel 10% dei casi si tratta di incidenti sul lavoro.

 

L’ustione è uno dei maggiori traumi che un individuo possa subire, una malattia in molti casi cronica e irreversibile. L’Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con SIUST-Società Italiana Ustioni e con le associazioni A.T.C.R.U.P. Odv e Assobus Onlus, ha dedicato alla patologia – non riconosciuta nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), – una pubblicazione intitolata ‘La malattia da ustione’ presentata in Senato. “I pazienti vengono trattati nei 17 Centri Ustioni italiani e hanno diritto a tutti i trattamenti ospedalieri gratuiti – afferma Antonio Di Lonardo, Presidente della SIUST, Direttore del Centro Ustioni di Pisa – ma spesso, dopo le dimissioni, per problemi economici abbandonano le terapie andando incontro a esiti gravemente invalidanti e anche al rischio di tumore cutaneo”.