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Approvata l’insulina a rilascio settimanale: “Prima grande innovazione dopo un secolo”

29/05/2024 - di Patrizia Tossi

Approvata la prima insulina a somministrazione settimanale: una rivoluzione destinata a cambiare la qualità della vita dei diabetici. Il nuovo farmaco, che ha ottenuto il via libera dell’Ema, consentirà ai pazienti sotto insulina di ridurre le somministrazioni da 365 a 52 all’anno. Non solo sarà più semplice da assumere, ma gli esperti garantiscono che sarà anche più efficace.

“La riduzione della frequenza delle iniezioni, semplificando il trattamento, promette di migliorare l’aderenza terapeutica, consentendo in definitiva un migliore controllo glicemico”, spiega Riccardo Candido, presidente dell’Associazione medici diabetologi (Amd). “La frequenza delle iniezioni di insulina – continua Candido – è sempre stata una delle cause dell’annoso problema dell’inerzia terapeutica in diabetologia, spesso dovuta proprio a professionisti e pazienti che ritardavano l’avvio della terapia insulinica, preoccupati della complessità del percorso di cura”.

È la prima grande innovazione farmacologica dopo più di un secolo”

“Bisogna considerare che l’insulina a somministrazione settimanale rappresenta, per le persone con diabete, la prima grande innovazione farmacologica dopo più di un secolo, cioè dalla scoperta dell’insulina stessa. Pertanto – conclude il presidente di Amd – l’auspicio è che adesso gli enti regolatori nazionali, a partire dall’Aifa, si adoperino per garantire in tempi rapidi la disponibilità di questo nuovo farmaco, che può consentire un percorso di cura con insulina più semplice e più efficace, e quindi, in definitiva, più salute e miglior qualità di vita per le persone con diabete”.

Insulina: 101 anni di storia

Il via libera dell’Europa arriva dopo 101 anni di storia dell’insulina, farmaco dalla storia travagliata per un Nobel conteso, che oggi torna a far parlare di sé dopo aver salvato milioni di pazienti. Prima dell’insulina c’era la pancreina, che fu scoperta dal rumeno Nicolae Paulescu, professore di Fisiologia all’Università di Medicina e Farmacia di Bucarest. Paluescu riuscì a estrarre dal pancreas un liquido che poi iniettò in un cane con il diabete.

Dopo aver pubblicato i risultati dello studio, nel 1922 ottenne il brevetto per la scoperta della pancreina, antesignana dell’insulina. Come accade spesso nella storia della scienza e della medicina, anche altri colleghi stavano lavorando per salvare i diabetici che non avevano speranze. I canadesi Frederick Grant Banting e John James Richard Macleod si misero insieme per lavorare con altri ricercatori su questo fronte, riuscirono ad ottenere l’insulina e nel 1923 verrà assegnato loro il Premio Nobel. E Paluescu rimase a bocca asciutta. Anche se, alla fine degli anni ‘6 e dopo le proteste del professore rumeno, fu riconosciuto il valore dei suoi studi, che comunque i colleghi avevano sempre citato nei loro lavoro.

Il passaggio all’insulina umana

Nel 1925 fu disponibile per tutti i diabetici l’insulina con una siringa. Questa prima insulina era prodotta a partire dal pancreas di bovini e maiali. Fu una vera rivoluzione che permise ai medici di avere un’arma efficace per i diabetici che prima morivano anche solo per problemi di alimentazione, ma questa insulina poteva causare reazioni allergiche. Così alla fine degli anni ’70 la scienza trovo una soluzione: la prima insulina umana sintetica prodotta da batteri geneticamente modificati. Nel 1967 venne invece realizzato il primo strumento per la determinazione della glicemia su una goccia di sangue capillare. Un controllo determinate e che si intreccia con la storia dell’insulina.