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Apnee e roncopatia, le notti insonni della donna in menopausa

Con la scomparsa del ciclo mestruale, oltre agli sbalzi d'umore possono subentrare problemi respiratori

28/02/2024
Russamento e menopausa, che collegamento c’è?

Russare non è una prerogativa esclusivamente maschile. La roncopatia, infatti – un disturbo che può degenerare nella sindrome delle apnee ostruttive del sonno, se si considerano le forme più gravi – riguarda per lo più gli uomini, Tuttavia, questa condizione riguarda anche molte donne entrate in menopausa. Questo accade perché, la diminuzione degli ormoni riproduttivi, responsabile della scomparsa del ciclo mestruale, può causare un cedimento dei tessuti molli della gola, ossia i muscoli di lingua, palato, faringe e laringe. Non solo. Sempre a fronte dei cambiamenti ormonali, l’aumento di peso che si verifica in molte donne, una volta entrate in questa nuova fase della vita, può causare un’ostruzione delle vie respiratorie. Gli episodi di russamento che ne derivano possono peggiorare il sonno e creare problemi durante la notte, nonché forte sonnolenza durante il giorno, rendendo difficile la concentrazione. Dunque aumentano i rischi di sviluppare altre patologie come alcune forme gravi di cardiopatia, diabete, sovrappeso, ipertensione.

 

Sintomi

Di solito sono le persone che convivono con chi è soggetto al russamento che, venendo disturbati nel bel mezzo del sonno notturno, fanno notare a congiunti e coinquilini il problema. Se il russamento è occasionale, potrebbe essere dovuto ad abitudini poco favorevoli in questo senso come cene abbondanti, fumo e alcolici prima di coricarsi. Nella maggior parte dei casi, la menopausa tende a peggiorare il problema. Dunque non vanno sottovalutati segnali come la sonnolenza durante il giorno, il bisogno perenne di fare il pisolino dopo i pasti, tirarsi su dal letto con fatica al mattino e sentirsi già stanche.

 

Fattori concomitanti

Quando l’organismo si prepara a entrare in menopausa tende a produrre sempre meno estrogeni e progesterone, ormoni coinvolti nella riproduzione.

Questi cambiamenti influenzano molti sistemi e processi del corpo, sonno incluso, portando alcuni fastidi:

  • sbalzi di temperatura del corpo
  • variazioni brusche e improvvise dell’umore
  • aumento di peso
  • disfunzioni metaboliche
  • irregolarità del ciclo sonno-veglia.

Simili fattori possono peggiorare eventuali episodi di russamento.

 

Possibili rimedi

Come ha riportato Danielle Pacheco della Sleep Foundation americana, il dottor Abhinav Singh, medico di Medicina del sonno, ha dato alcuni consigli per provare a smettere di russare, suggerendo comunque di consultare uno specialista se si continua ad avere problemi e si hanno anche altri sintomi di apnee notturne. “Le persone hanno maggiori probabilità di russare quando dormono sulla schiena, in posizione supina”, ha spiegato Singh. “Al contrario, le persone russano meno quando dormono su un fianco, in una posizione laterale. La tendenza a russare potrebbe essere dovuta più alla posizione della testa che alla posizione del corpo. Si russa di meno quando la testa è girata di lato”. Si possono anche usare i cuscini in modo strategico per dormire tenendo corpo e testa lateralmente. Si può provare a utilizzare anche strisce e cerotti nasali, dilatatori, bites o boccagli anti-russamento.

 

Esercizi

La dottoressa Kimberly Tuong ha illustrato a Eric Suni di Sleep Foundation alcuni esercizi per i muscoli della bocca e della gola e del viso per ridurre il russamento e migliorare la respirazione nasale.

  • Scivolamento della lingua. “Si posiziona la punta della lingua contro la parte posteriore dei denti anteriori superiori. Si fa poi scorrere lentamente la lingua all’indietro muovendo la punta lungo il palato. Si ripete il tutto per 5-10 volte”.
  • Allungamento della mascella. “Si chiude bene la bocca stringendo le labbra. Quindi si apre la bocca, rilassando la mascella e le labbra. Per 10 volte”.
  • Respirazione attraverso il naso. “Con la bocca chiusa e la mascella rilassata, si inspira attraverso il naso. Quindi, si chiude una narice con un dito o una nocca. Quindi si espira delicatamente attraverso la narice aperta. Si fa per 10 volte alternando le narici. Se si nota che una narice tende ad essere più congestionata dell’altra si può decidere di lavorare sulla respirazione usando soprattutto la narice congestionata”.