Antivitamine contro i superbatteri
Antivitamine contro i superbatteri

Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Chemical Biology suggerisce che il problema dei superbatteri resistenti agli antibiotici, da tempo una delle maggiori minacce per la salute umana, potrebbe essere superato sfruttando quelle che vengono chiamate "antivitamine". Si tratta di molecole quasi identiche alle normali vitamine, e che proprio in virtù di questa somiglianza sono in grado di ingannare i microbi, mandandoli KO.

In natura le antivitamine sono sostanze piuttosto rare, che vengono prodotte da certi batteri per uccidere i loro concorrenti. A oggi ne sono state descritte solo tre, capaci rispettivamente di interrompere il metabolismo delle vitamine B2, B6 e B1. "Un solo atomo in più nell'antivitaminico agisce come un granello di sabbia in un complesso sistema di ingranaggi, bloccandone la meccanica finemente sincronizzata", hanno spiegato i ricercatori. Il team internazionale guidato dal microbiologo tedesco si è concentrato in particolare sull'antivitamina MTh (quella che imita la vitamina B1), studiandone il funzionamento con un mix di tecniche sperimentali e simulazioni al computer.

I test hanno confermato che una piccola variazione nella struttura di base consente a MTh di sostituirsi alla vitamina B1 (nota anche come tiamina), risultando letale ad esempio nei batteri Escherichia coli. Cosa altrettanto importante l'antivitamina non sembra influenzare l'attività enzimatica negli esseri umani, per i quali dunque non risulterebbe tossica.

Al momento, sconfiggere un superbatterio come l'MRSA con una terapia a base di antivitaminici è qualcosa di puramente teorico, anche perché, scrivono gli scienziati, "è difficile prevedere se e con quali meccanismi i batteri potrebbero sviluppare resistenza contro MTh". Serviranno ulteriori approfondimenti per chiarire questi dubbi e favorire così lo sviluppo di una nuova classe di antibiotici prima che sia troppo tardi.