Buon appetito!
Buon appetito!

È più salutare un succo di una spremuta d'arancia, ricavabile da frutta fresca senza zuccheri aggiunti, o un frullato di insetti? Tutte e due le scelte vanno bene. La risposta potrebbe far sorridere per paradosso, o non incontrare il gradimento unanime, ma secondo uno studio dell'Università di Teramo le proprietà antiossidanti di cavallette, grilli e creature simili addirittura potrebbero competere se non addirittura surclassare quelle di un succo fresco ricavato da una spremuta di agrumi preparata al momento. Un dato che in futuro potrebbe ridefinire, quantomeno ampliare, il concetto di 'colazione dei campioni', merendine e compagnia bella.

Insetti, ragni e scorpioni

Lo studio ha messo sotto la lente d'ingrandimento un ampio ventaglio di artropodi, tra cui grilli, cavallette, bruchi giganti africani (cioè insetti propriamente detti), oltre a scorpioni neri e tarantole zebra tailandesi. Le 'prelibatezze' sono state prima ripulite (rimuovendo ad esempio zampe, ali e pungiglioni) e poi macinate in laboratorio all'interno di un mixer. Gli estratti essiccati e sgrassati sono stati poi analizzati quantificare i livelli di antiossidanti, sostanze utili per combattere i radicali liberi.

Insetti contro spremuta: chi vince? 

I risultati raccolti, che sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Nutrition, documentano che cavallette, grilli e bachi da seta portano in tavola livelli di antiossidanti cinque volte superiori a quelle di una spremuta fresca di arance. Il dato fa riferimento al cibo in versione essicata e super concentrata: questo significa che se il macinato venisse diluito in modo simile al succo d'arancia prodotto al momento a partire da frutta senza zuccheri aggiunti, il potere antiossidante calerebbe, diventando il 75% di quello di un succo genuino. Tuttavia, verrebbero mantenuti alcuni benefici aggiuntivi, tra cui l'apporto di carbonio.

Tarantole e scorpioni si posizionano diversi gradini sotto, suggerendo quindi che le specie non carnivore sono in generale più ricche di antiossidanti, in quanto assorbirebbero queste sostanze dalle piante di cui si cibano. Curiosità tra le curiosità: il contenuto energetico del baco da seta e del bruco africano è il doppio di quello dell'olio d'oliva. 

Menù a base di insetti

In precedenza diverse ricerche avevano messo in luce che insetti e altri tipi di invertebrati sono una fonte ottimale di proteine, minerali, vitamine e acidi grassi. Al contrario, era meno noto che potessero fornire anche buone dosi di nutrienti bioattivi. "Almeno due miliardi di persone mangiano regolarmente insetti, principalmente in Asia, in America centrale e meridionale e in Africa", ha spiegato in un'intervista il professor Mauro Serafini. "I paesi occidentali avranno bisogno di un po' di incoraggiamento per iniziare ad apprezzare gli insetti".

È importante sottolineare che la ricerca dell'Università di Teramo è stata eseguita in vitro (ossia in provetta). Saranno quindi necessari ulteriori approfondimenti per confermare se l'attività metabolica legata al contenuto di antiossidanti trova effettivamente riscontro nei processi fisiologici dell'organismo umano.  "Non è possibile dire che siamo in presenza di superfood perché lo studio ha indagato una potenzialità del cibo - ha chiarito l'autore principale dello studio - ora bisognerà, con nuove ricerche, capire l'effettiva biodisponibilità degli antiossidanti valutando cosa succede nell'organismo dopo aver ingerito queste sostanze".