Antibiotici e uso responsabile
Antibiotici e uso responsabile

LE INFEZIONI correlate all’assistenza preoccupano il Ministero della Salute, che ha lanciato da tempo un piano di contrasto. In Italia si contano dalle 450mila alle 700 mila infezioni contratte durante la degenza in ospedale, un dato tra i peggiori d’Europa. Fa eccezione la Regione Emilia Romagna, dove un programma a più livelli ha limitato il fenomeno. Da queste premesse si è dipanato un progetto itinerante di comunicazione sociale denominato Icarete, che ha sposato i punti di forza del modello emiliano romagnolo. Molto potrebbe essere fatto anche rendendo disponibili nuove terapie antibiotiche. «La nostra Regione ha attivato da vent’anni interventi atti a promuovere l’uso responsabile di antibiotici e rigorose misure di igiene nei nosocomi», ha dichiarato Maria Luisa Moro, direttore dell’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia Romagna, in occasione della tappa di dicembre di Icarete, iniziativa di Motore Sanità. I dati citati parlano chiaro: i consumi di antibiotici calano in età pediatrica del 35% nell’arco di 8 anni, cala nettamente l’impiego tra gli adulti di antibiotici a largo spettro che causano resistenze. Diminuisce di conseguenza a livello regionale la resistenza di alcuni batteri tra i più difficili. «Purtroppo, a fronte di una necessità impellente di antibiotici, il clinico assiste a lunghi tempi di registrazione del farmaco per via di un circolo vizioso che ne preclude l’utilizzo. È necessaria una riflessione tra sanitari, amministratori, enti regolatori e industria farmaceutica per cambiare i paradigmi decisionali», ha precisato da parte sua Pierluigi Viale, direttore Malattie Infettive Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna, auspicio condiviso da Claudio Zanon, direttore scientifico Motore Sanità.

SPIRALE DA SPEZZARE I nuovi farmaci che sarebbero in grado di fermare le nuove infezioni hanno tempi lunghi di approvazione

A. M.