Parole d’ordine: riciclare e compostare
Parole d’ordine: riciclare e compostare

SE C’È una guerra mondiale in atto, è (per fortuna) soltanto quella alla plastica. Da qualche tempo il pianeta ha dichiarato guerra al famigerato polimero sintetico, colpevole dichiarato di buona parte dell’inquinamento di cui soffre la Terra. Nello scontro epocale, che quest’anno vede dei passaggi legislativi importanti in diversi Paesi, l’Italia vuole fare la sua parte, e forse qualcosa di più. Da gennaio è infatti vietata la produzione e la vendita di cotton fioc non biodegradabili e compostabili, cioè con il bastoncino di plastica. Siamo il primo Paese Ue a bandirli, gli altri arriveranno entro il 2021. Inoltre, con la cosiddetta “legge Salvamare” i nostri pescatori potranno riportare a terra la plastica finita accidentalmente nelle loro reti: fino ad ora erano costretti a ributtarla in mare perché passibili di denuncia per il reato di trasporto illecito di rifiuti. Ora invece i pescatori diventeranno spazzini del mare non solo non rischieranno assurde sanzioni, ma potranno anche avere un certificato ambientale e il loro pescato sarà riconoscibile.

Dopo aver bandito i sacchetti della spesa non biodegradabili nel 2011 e i sacchetti per l’ortofrutta nel 2018, l’Italia si dimostra nei fatti all’avanguardia nella lotta all’inquinamento. L’ultimo fronte è quello delle spiagge “plastic free”: ossia gli stabilimenti balneari che vietano gli oggetti di plastica usa e getta. La prima regione è stata la Puglia, non solo nelle spiagge attrezzate ma anche in quelle libere. La drastica presa di posizione pugliese nasce come reazione alla situazione delle isole Tremiti, dove la concentrazione di microplastiche è risultata tra le più alte a livello nazionale. Tra le località di mare capofila c’è però anche Rimini, che ha messo al bando i contenitori usa e getta da metà aprile scorso. Ma è in realtà tutta l’Emilia Romagna ad essere all’avanguardia con il progetto “Plastic free 2023”. Anche la riviera ligure si muove: da Vernazza a Lerici ed Andora non fanno che crescere i bagni che espongono divieti contro bicchieri, piatti e posate di plastica. L’Isola d’Elba ha invece un programma denominato “Pelagos plastic free” che prevede che i Comuni della perla dell’arcipelago toscano offrano prodotti riutilizzabili o compostabili nei supermercati. Più giù, in Campania, si possono citare i casi di Ischia e Capri, dove le multe sono molto salate: 500 euro di sanzione per chi utilizza materiale non riciclabile.