Allergie respiratorie, asma e riniti: ecco le cure più efficaci

Giorgio Walter Canonica: l'effetto dei cambiamenti climatici si riflette sui pollini

20/03/2022 - di Alessandro Malpelo

Torna la primavera e all’aria aperta, tra pollini e inquinamento, si riaccendono le allergie respiratorie. Dopo il Covid-19, il virus sinciziale dei bambini, l’influenza stagionale, ecco l’ultimo attacco ai nostri bronchi. Ne parliamo con Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro di medicina personalizzata asma e allergologia, Istituto Clinico Humanitas di Milano.

 

Professore, quali sono le dimensioni del fenomeno allergie respiratorie in Italia?

«Malattie allergiche quali rinite e asma purtroppo continuano a crescere, come numeri, anche per via dei cambiamenti climatici, che ci regalano stagioni con pollinazioni anticipate, molto più lunghe. La rinite colpisce quasi il 50% della popolazione, l’asma più del 10%. Come sintomi, nel caso delle prime vie aeree, la rinite, sempre più diffusa nei bambini, si accompagna a tosse e starnuti».

 

Quali altre conseguenze?

«Fastidio agli occhi o congiuntivite, naso chiuso, lacrimazione incessante e spossatezza. Gli studi hanno poi dimostrato che chi soffre di rinite allergica, ha una probabilità 3-4 volte più elevata di sviluppare asma bronchiale».

 

Chiudersi in casa può servire?

«Nei soggetti ipersensibili il sistema immunitario reagisce sia fuori sia dentro casa. Tre pazienti adulti su quattro sono sensibili a più allergeni».

 

Come se non bastasse, siamo esposti al fuoco incrociato del Sars-Cov2.

«Si è osservata però, nei soggetti allergici, una diminuzione dei recettori del Coronavirus sulle mucose respiratorie, quindi potrebbero essere meno soggetti all’infezione».

 

Le mascherine, oltre a limitare i contagi, ci preservano dalle pollinosi?

«L’adozione delle mascherine si dimostra efficace come barriera meccanica».

 

L’ambiente domestico è un rifugio sicuro?

«In casa siamo più esposti a polveri, acari e muffe. Negli ultimi anni abbiamo osservato anche un incremento delle allergie dovute alla convivenza con animali domestici. Conviene areare spesso i locali, eliminare polvere dai tappeti».

 

Terapie promettenti per le diverse forme morbose?

«Nell’asma grave si sono fatti enormi passi avanti con l’avvento dei farmaci biologici. Per quanto riguarda la rinite allergica un salto notevole è venuto dalla combinazione steroidi nasali con antistaminici in un singolo spray. Abbiamo poi a disposizione l’immunoterapia, il cosiddetto vaccino, per andare a trattare una componente allergenica specifica».

 

Che cos’altro sappiamo dalla ricerca?

«Dalle indagini sui registri di malattia abbiamo visto che il 42% dei soggetti con asma grave presenta anche poliposi nasale: diventa opportuno, in tutti i pazienti asmatici gravi, per una diagnosi corretta, indagare anche le alte vie respiratorie. Altra annotazione, fino a qualche tempo fa si esercitava solo un controllo dei sintomi dell’asma, oggi iniziamo ad avere farmaci in grado di modificare l’andamento stesso della malattia».

 

Parliamo di automedicazione. Rimedi fai da te o visita specialistica?

«Gli antistaminici di seconda generazione sono in grado di garantire una buona performance lavorativa e scolastica senza causare sonnolenza, vanno impiegati con moderazione per periodi limitati nel tempo. La visita del medico è sempre opportuna. Le forme più gravi dovrebbero essere inviate subito allo specialista per effettuare una diagnosi completa e impostare un’eventuale immunoterapia».

 

Si conoscono i test più diffusi (prick cutanei, rast). Ma quando vogliamo indagare più nello specifico?

«Qui torniamo ai test molecolari. In Humanitas ad esempio oggi riusciamo a formulare una mappatura di 295 allergeni e molecole in un colpo solo. La precisione nella diagnosi ci permette di prescrivere cure personalizzate. La diagnostica molecolare allergologica è in grado di individuare sensibilizzazioni genuine rispetto a quelle trascinate, meno importanti nella storia clinica del paziente».

 

Sul versante delle allergie alimentari che cosa bolle in pentola?

«La novità di quest’anno consiste nell’adozione del bollino arancione al ristorante. Lo stiamo istituendo per garantire alle persone allergiche o con intolleranza alimentare più sicurezza a tavola. La certificazione viene rilasciata dalla Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) al termine di un corso di formazione online gratuito, dedicato agli chef e ai loro collaboratori».

 

Sappiamo che un’allergia può scatenare talvolta un shock anafilattico con esiti imprevedibili. Cosa chiedere ai ristoratori?

«Dichiarare gli ingredienti contenuti negli alimenti e nelle bevande somministrate, al fine di ridurre al minimo i rischi di brutte sorprese nei clienti sensibili. Riconoscere i sintomi e imparare le procedure da attivare in caso di emergenza. Questo programma è in linea con la raccomandazione del regolamento europeo. Calcoliamo che cinque milioni di italiani sono alle prese con allergie o intolleranze alimentari».

 

Giorgio Walter Canonica è professore di medicina respiratoria presso Humanitas University, responsabile del centro di medicina personalizzata asma e allergologia all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano. International advocate Gina (Global initiative for asthma), componente del board della Rete SANI (Severe Asthma Network Italy).