di Gloria Ciabattoni

Terme, centri benessere e spa sono veri toccasana per le patologie vascolari delle gambe: vene varicose, capillari in evidenza, ma anche gonfiori e formicolii. Tra i rimedi classici vi è il percorso Kneipp, che deve il nome al monaco tedesco che lo ideò circa duecento anni fa, sperimentandolo di persona. Infatti, ammalatosi di tubercolosi, faceva il bagno del Danubio e poi si ricopriva con panni caldi: dopo sei mesi, la malattia scomparve. Il monaco allora alternò acqua fredda e acqua calda per riattivare la circolazione, e ne ebbe tali benefici che il suo metodo è a tutt’oggi uno dei più validi. Questo metodo si basa sui percorsi vascolari, ovvero delle passeggiate in vasche con acqua termale, a differenti temperature: si va dalle più calde (32-34 gradi) alle più fresche (18-20 gradi), con l’acqua che arriva alle caviglie o alle ginocchia. Nel fondo ci sono dei ciottoli di fiume ben levigati: camminandoci sopra effettuano un massaggio naturale che stimola la circolazione. Bisogna iniziare con l’acqua calda e finire e con quella fredda e la durata delle immersioni in acqua fredda deve essere minore a quella nell’acqua calda. Il tutto avrà un effetto tonificante perché passando da una vasca all’altra i capillari si restringeranno e poi si dilateranno aumentando in tal modo l’elasticità. A seconda del centro, ci possono essere anche dei getti di idromassaggio che hanno un effetto drenante. I fisioterapisti indicheranno i movimenti da compiere durante il percorso, che potrà comprendere soste e un po’ di ginnastica. I benefici del percorso kneipp non riguardano solo le gambe, sgonfiandole e rafforzando i capillari: l’alternarsi di acqua calda e fredda stimola il sistema immunitario, ha proprietà drenanti quindi giova anche in caso di ritenzione idrica ed è adatto a chi soffre di cellulite, ma anche di reumatismi, artriti o disturbi respiratori. Dopo il percorso vascolare di solito seguono massaggi linfodrenanti, pressoterapia e ginnastica vascolare, che sgonfiano ulteriormente gli arti inferiori.

Se non siamo in una struttura apposita, anche i massaggi "fai da te" possono giovare, bastano qualche goccia di olio essenziale e un po’ di pratica. Per il gonfiore alle caviglie, esercitare una pressione dietro al "tallone di Achille" per stimolare i vasi linfatici. Poi, massaggiare il polpaccio premendo in mezzo con movimenti costanti e lenti. Il ginocchio è molto importante per il ristagno dei liquidi, quindi occorre massaggiare bene la rotula. Poi dal ginocchio si sale lungo la coscia all’interno, verso il vaso linfatico in corrispondenza dell’inguine, con una pressione verso l’alto, delicatamente. Si procede poi con piccoli pizzicotti per attivare il microcircolo. Dopo l’interno coscia, si passa all’esterno con l’impastamento, ovvero un movimento sul muscolo (proprio come se si impastasse il pane!) che scioglie la tensione e aiuta la circolazione. E per un effetto di relax e di buona circolazione, effettuare un massaggio circolatorio: lo sfioramento, con pressione maggiore quando si sale e minore in discesa.