Alimentazione e ambiente cambiano il Dna
. L'epigenetica studia come e perchè
Alimentazione e ambiente cambiano il Dna
. L'epigenetica studia come e perchè

È POSSIBILE ammalarsi di ambiente? La risposta è sì. L’ambiente in cui viviamo e lo stile di vita possono modificare il comportamento dei nostri geni. Per esempio, l’inquinamento può determinare la comparsa di un tumore, mentre una cattiva alimentazione può condurci al diabete, Ma non solo. I danni li possiamo trasmettere anche ai nostri figli. Sì, possiamo trasmettere il “malfunzionamento” dei geni.

Si chiama epigenetica lo studio dei meccanismi molecolari con i quali l’ambiente altera l’attività dei geni senza tuttavia modificarne l’informazione contenuta, ossia senza modificare le sequenze di DNA. E i risultati delle ultime ricerche in questo settore saranno presentati al convegno di Urbino “Malati di ambiente e prospettive future”.

«Negli ultimi anni – spiega Ernesto Burgio, pediatra che si occupa di biologia molecolare ed epigenetica – la ricerca ha delineato un nuovo modello di genoma ‘dinamico’ e interattivo con l’ambiente. Le sollecitazioni esterne, infatti, sono in grado di indurre modifiche reattive e adattative soprattutto nelle prime fasi della vita, quando l’organismo è in via di sviluppo. Malattie croniche e disturbi del neurosviluppo possono insorgere come conseguenza di alterazioni del funzionamento dei geni sottoposti a situazioni ambientali che l’embrione/feto percepisce come non favorevoli. È la teoria dell’origine fetale delle malattie».

In parole povere significa che le cattive abitudini alimentari della madre, lo stress e l’inquinamento al quale è sottoposta possono compromettere la salute del nascituro.

«Certo – afferma Eleonora Lombardi Mistura, pediatra –. Il contesto ambientale, dal concepimento ai primissimi anni di vita, è un fattore di assoluto rilievo. La donna incinta stressata può indurre problemi al nascituro perché il cortisolo che arriva dalla placenta in quantità esagerata può incidere epigeneticamente sul cervello del bimbo. In altre parole, il DNA del bambino viene modulato a funzionare in una maniera diversa da quello che accadrebbe con una gravidanza serena. E le ricerche su più fronti (inquinamento atmosferico, alimentare, microbiota ecc.) ribadiscono l’importanza dei primi due anni di vita come periodo fondamentale per il benessere del futuro adulto».  «Il cibo biologico costa di più, ma può dare maggiori garanzie di sicurezza – sottolinea Libroio Stuppia, professore di Genetica Medica all’Università di Chieti –. Solo maggiori controlli sugli allevamenti possono combattere il rischio dell’antibioticoresistenza».