La fertilità maschile è in declino. Lo si vede dalla conta degli spermatozoi, la concentrazione nel liquido seminale si è dimezzata in 50 anni, due milioni gli italiani adulti che possono andare incontro a problemi. Quindi, se il bambino tanto desiderato non arriva, potrebbe essere dovuto a stili di vita scorretti e disturbi trascurati, dal varicocele alle malattie infettive sessualmente trasmesse, sempre più diffuse, cui si sommano incertezze o complessi legati ai primi approcci fisici con la donna. Oggi per questo si raccomanda una visita dal medico specialista, e nel dubbio uno spermiogramma, dai diciotto anni in poi, per verificare la salute dell’apparato riproduttivo maschile. Un check-up della salute sessuale dopo la pubertà è il modo migliore per intervenire prima che si siano instaurati problemi poi difficili da risolvere: lo hanno sottolineato gli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA). "In una coppia infertile su due le difficoltà dipendono dal maschio – spiega Alessandro Palmieri, presidente degli andrologi, cattedra di urologia all’Università Federico II di Napoli – la sedentarietà, le diete scorrette, il sovrappeso e il fumo impattano negativamente sulla fertilità". A questo si aggiungono malattie che colpiscono fin dalla prima infanzia, ai testicoli. In adolescenza può comparire un varicocele. Anche un’infiammazione cronica delle vie seminali, indotta da una malattia infettiva di pertinenza dell’urologo, potrebbe compromettere la possibilità di avere figli. Queste condizioni sono facilmente diagnosticabili con una visita andrologica dopo la pubertà, una sorta di tagliando che possiamo raccomandare anche ai giovani.

Ultimamente a complicare le cose ci si è messo il Coronavirus. "L’isolamento a cui ci costringe la pandemia da Covid-19, se da una parte può condurre alla ricoperta del partner, dall’altra può creare l’ansia da prestazione – aggiunge il professor Palmieri – fino a determinare un calo del desiderio, problemi di disfunzione erettile, eiaculazione precoce. Ulteriori difficoltà possono insorgere anche per le coppie che stanno seguendo procedure di procreazione medicalmente assistita per avere un figlio che non arriva e hanno dovuto interrompere i trattamenti, che, per esempio, possono essere assalite da paure e indecisioni su come gestire le terapie avviate". Proprio per fornire consigli a chi già soffre di disturbi sessuali ma anche informazioni per vivere in sicurezza l’intimità, gli andrologi italiani, su proposta del consigliere Michele Rizzo, hanno attivato il numero telefonico con risponditore, basta chiamare lo 02-50043133 e seguire le istruzioni per ottenere un consiglio gratuito personalizzato.