Polmonite, nevralgie e influenza: perché vaccinarsi

Gli over 65 possono avere complicanze, soprattutto in caso di malattie pregresse

19/12/2021 - di Alessandro Malpelo

Vaccinarsi non solo contro il Covid, che è fondamentale, ma anche per difendersi da influenza, polmonite da pneumococco,  herpes zoster. Questa la raccomandazione di Italia Longeva, associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, attraverso la campagna di comunicazione sociale #MiVaccinoMiDifendo, per ricordare che contro le principali malattie infettive sono disponibili vaccini efficaci, sicuri e gratuiti. L’iniziativa in tema di immunologia, presentata al Ministero della Salute, ha ottenuto il patrocinio di Fondazione Pubblicità Progresso e delle società scientifiche di Igiene (SItI), Geriatria (SIGG) e Medicina Generale (SIMG).

 

Sindrome influenzale

Lo spot #MiVaccinoMiDifendo (consultabile sul sito www.italialongeva.it) ci ricorda che in Italia, ogni anno, l’influenza colpisce tra il 4% e il 15% della popolazione (e fino al 40-50% dei soggetti a rischio), risultando, insieme con la polmonite, una delle dieci principali cause di morte. Per gli over-65, la polmonite da pneumococco risulta avere una letalità del 20-40%.

 

Fuoco di Sant’Antonio

Insidioso e potenzialmente invalidante anche l’herpes zoster (o Fuoco di Sant’Antonio), malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella, che si manifesta principalmente dopo i 50 anni, provocando, in oltre il 20% dei casi, una condizione molto dolorosa nota come nevralgia post-erpetica. «I vaccini sono l’armatura che ci protegge dagli attacchi di nemici particolarmente temibili – ha commentato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – consente di evitare morti, che per il 90% riguardano gli anziani, e di non sovraccaricare gli ospedali, a beneficio dell’intera collettività».

 

Herpes zoster e pneumococco

Una strada per aumentare le coperture per l’influenza, e al contempo rafforzare l’immunizzazione da Covid-19 mediante la terza dose, è quella della somministrazione contemporanea dei due vaccini a beneficio dei soggetti fragili. È inoltre importante ricordare la disponibilità delle vaccinazioni contro la polmonite da pneumococco e l’herpes zoster, che si possono fare tutto l’anno, per essere protetti per sempre.

 

Tetano, difterite, pertosse

«C’è ancora scarsa consapevolezza delle gravi complicanze che le malattie infettive più comuni possono causare al cuore ed ai polmoni, specie in caso di malattie croniche preesistenti. Per questo bisogna fare squadra per promuovere un coinvolgimento attivo a favore delle vaccinazioni raccomandate e gratuite per anziani e fragili. Oltre ai vaccini per difendersi dai tre avversari più temibili (influenza, polmonite da pneumococco e Herpes Zoster) non va dimenticato il richiamo decennale per tetano, difterite e pertosse, anche questi sono vaccini preziosi, inseriti nel Calendario per la Vita», spiega da parte sua l’igienista Antonio Ferro, presidente SItI.

 

Anziani e medici di famiglia

Solo in un caso su 5 la vaccinazione contro l’herpes zoster viene raccomandata nell’adulto dal medico geriatra, una percentuale piuttosto bassa se si pensa che la vaccinazione anti-pneumococcica è promossa in circa il 75% dei casi e quella antinfluenzale nel 100% dei pazienti. Sono alcuni dei dati dell’indagine presentata nel corso dell’ultimo congresso Sigg (Società italiana di gerontologia e geriatria) alla quale hanno partecipato circa 300 geriatri.

 

Nevralgia post-erpetica

L’herpes zoster, il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio, colpisce circa 150mila italiani l’anno. E in alcuni casi dà origine a una complicanza invalidante, la nevralgia post-erpetica, che riduce la qualità della vita di chi ne è colpito. Si calcola che circa un adulto su 3 sia a rischio di sviluppare almeno un episodio e l’incidenza e la gravità aumentano con l’età, arrivando a una persona su 2 tra gli over 85. Ma per fronteggiare la patologia esistono nuove opportunità di salute, in particolare grazie al nuovo vaccino ricombinante disponibile anche nel nostro Paese.

 

Scettici e disinformati

Le principali barriere alla vaccinazione, rilevate dal sondaggio, sono la scarsa conoscenza dei vaccini anti-herpes zoster e la carenza di informazioni logistiche su come e dove eseguire la vaccinazione. “Per superare tali barriere – ha scritto Francesco Landi, direttore della Medicina interna geriatrica al Gemelli di Roma – stiamo mettendo in atto una serie di iniziative, quali la promozione di una maggiore cultura vaccinale, l’implementazione di specifiche campagne di comunicazione e la stesura di calendari vaccinali per le persone anziane”.