Milano, 9 aprile 2014 - L'orticaria spontanea cronica (CSU) è una malattia della pelle caratterizzata da prurito, chiazze rossastre gonfie, a volte nervosismo e insonnia. Infezioni, stress e disordini del sistema immunitario sono tra i fattori chiamati in causa. Una persona che presenta i sintomi della patologia dovrebbe essere valutata da un esperto. Gli antistaminici sono l'attuale pilastro della terapia tuttavia, più della metà dei soggetti presi in cura non ottiene alcun miglioramento.

Una novità viene dalla Commissione Europea, che ha approvato l'utilizzo di un nuovo farmaco, omalizumab, per questo particolare tipo di orticaria non è scatenata da un fattore specifico, sebbene alcuni studi abbiano suggerito di ricercarne la causa in fattori genetici o alimentari.

La malattia colpisce una persona su cento e ha un'incidenza maggiore nelle donne, l'ansia che le affligge deriva anche dalla frequente difficoltà di individuare la causa, il carattere imprevedibile dei sintomi e il disagio che ne consegue.

Ma se questa frustrazione non può essere scacciata per colpa della natura stessa della malattia, è invece possibile aiutare tutti quei pazienti (oltre il 50%) che fino ad ora hanno risposto in maniera negativa al trattamento con antistaminici. La soluzione è stata annunciata da Novartis: si tratta di omalizumab, prima e unica terapia autorizzata per i pazienti con orticaria cronica. Il farmaco deve essere assunto in dosi da 300 mg, due fiale al mese, per un minimo di tre mesi e in seguito soltanto all'occorrenza. Tre studi (ASTERIA I, ASTERIA II e GLACIAL), condotti su quasi 1000 pazienti con CSU che non rispondevano agli antistaminici, hanno mostrato l'efficacia del farmaco nell'alleviare in modo significativo il prurito scatenato dall'orticaria, e in molti casi anche nella completa risoluzione dei sintomi; i pomfi spariscono nel giro di 24-36 ore.

Come ha affermato il prof. Paolo Pigatto, presidente SIDAPA (Società Italiana Dermatologia Allergologia Professionale e Ambientale) in occasione del recente congresso Skin to live in di Barcellona, «altri benefici di omalizumab risiedono nella quasi totale assenza di effetti collaterali, se non nell'eventualità di dolore articolare o nella sede di iniezione». E aggiunge: «L'approvazione europea del farmaco è una buona notizia sia per noi medici sia per i pazienti che non rispondevano alle precedenti cure con antistaminici, la possibilità di curare i pazienti colpiti da questa patologia e migliorare la qualità della loro vita è un grande passo in avanti per la ricerca».

Martina Strazzari