Tutti al mare, ma attenzione alle insidie che si possono nascondere in acqua o sotto la sabbia. Non è difficile imbattersi nelle specie marine più fastidiose, come meduse, pesci ragno o tracine, anemoni, ricci di mare e coralli taglienti. Un minimo contatto può provocare spiacevoli inconvenienti. Facile un incontro con le meduse, in progressivo aumento anche nei nostri mari, anche se la maggior parte delle specie presenti nelle nostre acque, secondo gli esperti, sono innocue o scarsamente urticanti.

Ma che fare in caso di puntura? Ormai il comportamento è codificato, le varietà di meduse nel Mediterraneo sono note ed è stato elaborato un vademecum europeo (che sintetizziamo a lato) in quanto il comportamento da tenere può variare a seconda della specie con la quale si entra in contatto.

Se si riesce a individuare la tipologia di medusa è più facile trovare il rimedio. Diversamente, come regole generali, occorre chiedere l'intervento medico se la persona colpita si presenta in stato di choc o mostra difficoltà di respirazione.

Se il dolore invece è sopportabile, in caso di contatto, si consiglia di cercare di rimuovere eventuali residui di tentacoli. Per i bambini, evitare i rimedi fai-da-te e mantenere la calma, evitando il contatto con gli occhi per prevenire complicazioni.

Si stanno sperimentando nei nostri mari le prime reti di protezione anti-meduse in diverse aree particolarmente colpite dal problema. Secondo la mappa degli avvistamenti (consultabile sul sito web meteomeduse.focus. it) lungo le coste italiane la distribuzione delle meduse è relativamente costante, con densità maggiori fra Mar Ligure, arcipelago Toscano, Sardegna e Corsica, litorale tirrenico di Lazio, Campania e Calabria, più la Sicilia