Milano, 3 giugno 2013 - «Le giovani non conoscono bene i benefici della contraccezione orale su regolarità del ciclo, acne e sindrome premestruale - afferma la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa al San Raffaele Resnati di Milano - la utilizzano ancora troppo poco rispetto alle coetanee europee». E il professor Mauro Busacca, ordinario di ginecologia e ostetricia all'Università di Milano conferma, a fronte della scarsa propensione delle giovani a prendere la pillola: «Il 70% delle teenager purtroppo si informa ancora da fonti non qualificate».

Posizioni di studiosi illustri, in linea con le evidenze emerse in sede europea, proprio mentre a Parigi si delinea un fronte contrario all'uso della pillola nella terapia dell'acne . Le autorità francesi hanno tolto dalla circolazione la combinazione ciproterone acetato etinilestradiolo, commercializzata come Diane35, per le possibili ripercussioni negative a carico della circolazione venosa nelle ragazze in età fertile, chiedendo all'Agenzia europea del farmaco di sospendere la distribuzione.

La Ue ha ribadito da parte sua che i vantaggi nel trattamento dell'acne adolescenziale legata al surplus ormonale sono confermati, ma questa terapia va adottata eventualmente solo dopo aver provato senza successo i rimedi tradizionali, i lavaggi con detergenti neutri e gli eventuali cicli di antibiotici, senza sovrapporsi ad altre cure ormonali.

Dibattito. Se la crociata transalpina contro la pillola anti-acne dovesse andare sconfinare e contagiare gli altri paesi comunitari, potrebbe spingere le aziende a fare un passo indietro. «E così perderemmo un trattamento efficace per l'acne grave, che in Italia viene usato correttamente, secondo le linee guida» ha affermato Rossella Nappi, ginecologa e docente a Pavia.