Roma, 06 febbraio 2012 - L’EMERGENZA bilancia riguarda sempre più anche i bambini. In Italia uno su tre risulta infatti in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Una condizione pericolosa, che li porterà quasi di sicuro a subire malattie cardiovascolari nell’età adulta. È l’allarme rosso lanciato da Alt, l’Associazione per la Lotta alla Trombosi, presieduta da Lidia Rota Vender, organizzazione di volontariato che lancia un appello agli esperti di informazione e marketing delle aziende alimentari: si alleino per giocare un ruolo educativo essenziale.

"LA PREVENZIONE dell’obesità infantile — afferma Alessandro Sartorio, primario endocrinologo dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano — deve iniziare fin dai neonati, favorendo il più possibile l’allattamento protratto al seno e tenendo sotto controllo l’eccessivo recupero di peso nei primi anni di vita. È infatti dimostrato che quasi la metà dei bambini obesi si manterrà tale anche in età adulta e che gli adolescenti obesi presentano una prevalenza elevata di sindrome metabolica, assai connessa al tipo di alimentazione". L’obesità nei bambini e negli adolescenti determina anche anche la prevalenza di steatosi epatica, malattia dovuta all’accumulo di grassi nel fegato, che col tempo portano al danno irreversibile dell’organo deputato al loro smaltimento. "L’obesità e l’arteriosclerosi — precisa da parte sua Saverio Dioguardi, professore di medicina interna all’Università degli Studi di Milano — sono collegate: gli ultimi dati americani ci dicono che nel biennio 2009-2010, il 9,7% dei nuovi nati-lattanti e fino a 2 anni di età era obeso, ed il 16,9% fra i 2 anni ed i 9 anni. Purtroppo stiamo andando nella stessa direzione in Italia".
Un binomio letale è anche quello tra chili di troppo e trombosi. "La trombosi — aggiunge Dioguardi — è causata dall’arteriosclerosi, cioè dall’accumulo di placche nelle arterie, che stringono il diametro dei vasi sanguigni fino al punto che l’apporto di sangue diventa inadeguato e i tessuti vengono danneggiati, con conseguenze spesso fatali come nel caso di infarti e ictus".
È un processo che inizia nell’infanzia e progredisce con l’età: i primi depositi di grasso intravascolari sono infatti già presenti nei bambini, ma a 15 anni tutte le aorta e la metà dei bambini hanno lesioni coronariche repertate, anche se iniziali. Ecco perché la prevenzione diventa sempre più importante.