ROMA, 30 settembre 2011 - Forza fisica superiore al normale e avversione verso i simboli sacri. Capacita’ di parlare lingue straniere prima sconosciute o di prevedere eventi non ancora accaduti. Sono solo alcuni dei sintomi che la religione cattolica considera segnali di possessione demoniaca.

 

Nel sospetto, nella certezza o in un moto di disperazione, circa 500 mila italiani ogni anno si rivolgono a un esorcista, pur non essendo nella maggior parte necessario: non è facile individuare il confine fra malattia psichiatrica e possessione.

 

Con l’obiettivo di aiutare gli operatori sanitari, medici, psichiatri, ma anche infermieri, assistenti sociali e logopedisti, a decodificare i casi sospetti e a indirizzarli verso il giusto rimedio, e’ in programma a Cosenza il 7 e 8 ottobre il corso ‘Le possessioni, disturbo psichico o danno spirituale? Il sottile confine fra psicologia e religione’, organizzato da Laboform.

 

 Non semplice leggenda, quindi, ne’ retaggio del passato: gli indemoniati esistono davvero, assicurano gli organizzatori, i numeri lo confermano e chi li assiste deve avere gli strumenti adatti per aiutarli.

 


La possessione diabolica o demoniaca - spiega Laura Cantarella, psicoterapeuta e docente del corso - e’ il fenomeno per cui, in determinate culture e religioni, si ritiene che un organismo o uno spirito estraneo, definito come diavolo o demone nella maggior parte dei casi, possano prendere possesso del corpo di una persona vivente, legarsi alla sua anima e torturarla mentre e’ ancora in vita. La persona in questione viene definita indiavolata o indemoniata. Il fenomeno della possessione affonda le sue radici nei testi sacri: nel Nuovo Testamento, ad esempio, vengono riportati degli episodi in cui Gesu’ Cristo affronta e libera alcuni indemoniati”.