LA COSIDDETTA diarrea del viaggiatore colpisce dal 20 al 55% dei turisti che trascorrono almeno due settimane in un paese del terzo mondo. Anche fare il bagno in piscine, fiumi o laghi contaminati, può rappresentare un fattore di rischio. Sono maggiormente predisposte le persone con difese immunitarie alterate, e chi assume farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco (come per la gastrite o la malattia da reflusso gastroesofageo), che hanno una alterata motilità gastrointestinale (come i diabetici) o una alterazione della flora batterica intestinale (uso cronico di lassativi, precedente assunzione di antibiotici). La malattia è causata da diversi batteri, come la Salmonella, la Shigella. l’Escherichia coli, e virus (come i Rotavirus, gli Adenovirus enterici, i virus di Norwalk).

I SINTOMI sono la diarrea acquosa, raramente ematica o muco-ematica, nausea e vomito, dolore addominale, febbre, disidratazione con compromissione dello stato generale. La prevenzione consiste nell’assunzione di acqua o bevande confezionate, alimenti cotti, accurato lavaggio di frutta e verdure. Il danno mucosale prodotto dalle tossine batteriche e l’alterazione della flora batterica intestinale possono successivamente predisporre il paziente a una sindrome del colon irritabile (IBS) o a una malattia infiammatoria come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn (IBD). L’intestino di un adulto normale contiene circa 1014 (un milione di miliardi) di batteri appartenenti a circa mille differenti specie. I batteri della flora intestinale svolgono importanti funzioni, quali la produzione di vitamine, la conversione di polifenoli alimentari in composti attivi, la manutenzione della barriera intestinale che permette di difendersi dai batteri patogeni. L’alterazione di questi meccanismi può essere responsabile della persistenza di una infiammazione subclinica, di una alterazione di permeabilità della membrana intestinale, di una alterazione della regolazione neuromuscolare intestinale. L’incidenza di una IBS postinfettiva varia dal 5 al 32 per cento e il rischio rimane elevato per i 2-3 anni successivi, riducendosi al 17 per cento dopo 6 anni. La giovane età e il sesso femminile insieme ad una suscettibilità genetica sono ulteriori fattori di rischio. La severità della gastroenterite è correlata con la possibile insorgenza di una IBS, aumenta di 2 volte se la diarrea persiste per più di una settimana e di oltre 3 volte se persiste per più di 3 settimane. Le gastroenteriti virali sono responsabili di IBS meno severe che si risolvono in un tempo inferiore. Secondo alcuni studi il rischio di IBD aumenta di 2,4 volte dopo una gastroenterite acuta, maggiore dopo il primo anno e progressivamente decrescente nei dieci anni successivi. Mentre la IBS postinfettiva è una entità clinica accertata, non sono disponibili ancora sufficienti studi per dimostrare definitivamente la correlazione tra gastroenterite acuta e IBD.

NEI CASI di gastroenterite acuta è consigliabile consultare precocemente il medico, per effettuare una diagnosi e una terapia adeguata, non sottovalutando i sintomi e sottoponendosi a controlli periodici anche dopo la loro risoluzione. L’assunzione di prebiotici e probiotici può contrastare la disbiosi causa di infiammazione, migliorare la funzione di barriera della parete intestinale e ridurre la sensibilità intestinale. In ogni caso sono sconsigliabili terapie empiriche o autoprescritte senza adeguato controllo medico.
Direttore gastroenterologia endoscopia digestiva