Milano, 30 marzo 2010 - NUOVA VITTORIA nella lotta alla sclerosi multipla: la somministrazione di un farmaco a partire dal primo attacco della malattia riesce a ridurre del 45% il rischio di arrivare alla patologia conclamata. Il risultato, che sottolinea l'importanza del trattamento precoce, emerge da uno studio clinico internazionale coordinato da Giancarlo Comi, professore all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e presidente della Società italiana di Neurologia.
 

Professor Comi, ci spieghi com'è stata condotta quest'indagine clinica.
"Lo studio, che ha visto in prima linea l'Istituto di Neurologia sperimentale del San Raffaele, ha coinvolto 80 centri di 25 Paesi del mondo, dall'Europa, agli Stati Uniti, al Sud America, all'Australia. Sono stati seguiti 481 pazienti reduci da un attacco di sclerosi multipla, con due o più lesioni all'encefalo rilevabili alla risonanza magnetica. Questi pazienti, divisi in due gruppi, sono stati inclusi in uno studio in doppio cieco della durata prevista di 3 anni ma, un controllo intermedio realizzato dal Comitato esterno di monitoraggio a 2/3 del periodo dello studio, ha rilevato fra i pazienti che assumevano il farmaco risultati talmente validi da ritenere eticamente inaccettabile il continuare a somministrare placebo a parte dei malati. A quel punto, tutti i pazienti sono passati al regime di trattamento farmacologico".
 

Quali sono state le conclusioni?
"Abbiamo ottenuto risultati estremamente soddisfacenti: il glatiramer acetato - una molecola disponibile sul mercato già da 8 anni - se somministrato come prevenzione secondaria, cioé dopo il primo attacco di sclerosi multipla, riduce del 45% il rischio di arrivare alla malattia conclamata. Non solo. Nei casi in cui non si riesce ad arrestare il male, la somministrazione di questo farmaco può comunque raddoppiare i tempi di comparsa della riattivazione della malattia.
 

Come mai si è pensato solo ora all'impiego di questo prodotto, se era in commercio da tanti anni?
"In precedenza veniva somministrato a malattia conclamata. La novità sta proprio nell'impiego preventivo del glatiramer acetato in quanto solo recentemente è emersa l'evidenza dell'importanza del trattamento precoce della sclerosi multipla. Con questa sperimentazione abbiamo avuto la conferma che la probabiltà di successo della cura è tanto superiore quanto più il male viene affrontato all'esordio".
 

La strada tracciata dallo studio è diventata una linea guida ufficiale?
"Certamente. Sulla base dela nostra ricerca il farmaco è stato approvato nei Paesi dell'Unione europea e negli Stati Uniti per il trattamento precoce dall'esordio della malattia. Essendo il farmaco disponibile, medici e ospedali possono somministrare la cura ai malati. Si tratta di un'iniezione sottocutanea al giorno".
 

Il glatiramer acetato rappresenta un'alternativa o un superamento dell'impiego dell'interferone?
"Un'alternativa. I due farmaci, nati sostanzialmente insieme, hanno una potenza sovrapponibile e possono avere un percorso parallelo. C'è chi risponde meglio all'uno e chi all'altro. Io stesso, nove anni fa avevo messo in evidenza attraverso uno studio clinico i benefici dell'interferone beta. Si può tranquillamente affermare che entrambi sono farmaci sicuri".
 

Guardiamo al futuro. Lo studio internazionale da lei coordinato apre nuovi orizzonti verso la capacità di bloccare completamente il corso di questa tremenda malattia?
"Lo sapremo al controllo che sarà fatto a cinque anni dall'inizio dell'indagine. Durante lo studio, la risonanza magnetica dell'encefalo ha permesso di rilevare una significativa riduzione delle lesioni cerebrali causate dalla sclerosi multipla. Per sapere se ci sarà la remissione della malattia in una proporzione significativa di malati occorre aspettare ancora qualche anno di somministrazione della terapia".


CHI E' GIANCARLO COMI

GIANCARLO COMI è direttore del Dipartimento di Neurologia dell'Irccs San Raffele di Milano e direttore scientifico dell’Istituto di Neurologia Sperimentale da lui creato nel 2004. E’ direttore delle Scuole di specializzazione in Neurologia e in Neurofisiopatologia presso l’Università Vita Salute San Raffaele. Nato a Carvico (BG) il 15.12.1947, si laurea con lode in Medicina e Chirurgia a Milano. Si specializza con lode in Neurologia. Professore associato di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Milano dal 1988, vince il concorso di professore ordinario nel 2000 e nel 2001 viene chiamato a ricoprire la cattedra di Neurologia dell’Università Vita Salute San Raffaele.