{{IMG_SX}}Roma, 18 marzo 2008 - Le liste di attesa sono da cinque anni in preoccupante aumento e sono diventate ormai un muro fra i cittadini e l'accesso alle cure per la salute: 550 giorni per una mammografia, ad esempio o 630 giorni per una visita specialistica dall'oculista, ma si allungano anche i tempi per un intervento chirurgico, e sempre più italiani sono costretti all'intra moenia, (ovvero alle prestazioni dei medici di un ospedale, ma al di fuori dell'orario di lavoro, che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso).


L'undicesimo Rapporto Pit salute del 'Tribunale del malato -Cittadinanzattiva' presentato oggi a Roma mostra la fotografia della sanità italiana attraverso gli occhi dei cittadini e delle loro segnalazioni. Un quadro desolante: i tempi già lunghi sono cresciuti nel 2007 dell0 0,9% rispetto all'anno precedente e il fenomeno delle lunghe liste di attesa rappresenta non solo una delle cause della mobilità sanitaria, ma l`ostacolo principale all`effettiva fruizione delle prestazioni sanitarie individuate nei Livelli Essenziali di Assistenza e alla tempestività e qualità delle cure.

 

L`area che guida questa triste hit parade delle liste di attesa è la diagnostica (58% delle segnalazioni), seguita dalla specialistica (31%) e dagli interventi chirurgici (9%).

 

I cittadini segnalano inoltre l'uso diffuso (soprattutto nelle aree di diagnostica e specialistica) del blocco delle liste di attesa, nonostante l'esplicito divieto introdotto dalla legge nel 2006; il mancato rispetto dei tempi previsti dalla normativa a livello nazionale; attese incompatibili con le necessità diagnostico-terapeutiche; tempi di attesa superiori alla periodicità dei controlli.

 

A fronte di questa situazione si rende necessario (se non obbligatorio) dover ricorrere al privato e all`intramoenia, dove i tempi si fanno notevolmente più brevi per l`erogazione della prestazione rispetto al canale istituzionale. Ma anche qui si leva una denuncia di non poco peso: la carenza di informazioni sulla normativa e sui rimborsi. Pochi, infatti, precisano a 'Cittadinanzattiva', sanno che in base alla legge quando i tempi di attesa superano i 30 giorni del limite previsto dalle tabelle, la Asl è tenuta pagare l'intra moenia, se non riesce a garantire il servizio, non solo di fronte a tale impossibilità, è obbligata anche a pagare il servizio reso in privato e al cittadino resta a carico il solo ticket.

 

Intanto 'galoppano' i tempi massimi segnalati per alcune prestazioni diagnostiche: al primo posto la mammografia (540 giorni di attesa, con un aumento di 140 giorni rispetto al 2006). Peggiorano anche i dati per ecocolordoppler (420 giorni, più 240 rispetto al 2006), colonscopia con anestesia (300 giorni, un mese in più), la risonanza magnetica (270 giorni, 90 in più dell'anno scorso), ecocardiogramma (240 giorni,70 in più) e ecografia tiroidea (220 giorni, 100 in più rispetto al 2006).

 

La buona notizia è che diminuiscono i giorni di attesa massimi per gastroscopia (180 giorni, 60 in meno rispetto al 2006) ed ecografia (150 giorni, 50 in meno). Ma crescono i tempi per le visite specialistiche, il record è segnato dalla visita oculistica con 630 giorni di attesa e un aumento rispetto al 2006 di 510 giorni. Peggiorano anche i dati per una visita senologica (365 giorni, 185 in più rispetto al 2006), la visita ortopedica (300 giorni, 120 in più), la visita fisiatrica (210 giorni, 124 in più). Diminuiscono, invece i giorni di attesa massimi per visita cardiologia e urologica(ciascuno 180 giorni, un mese in meno rispetto al 2006), visita pneumologica (150 giorni, 366 in meno).