{{IMG_SX}}Milano, 29 ottobre 2007 - Di loro si sa ancora poco: solo che possono colpire qualunque parte del corpo. «Dalle unghie fino al cervello», dicono gli esperti, anche se la più ampia casistica si concentra sul tratto gastroenteropancreatico (circa il 70% dei casi segnalati).

La famiglia dei carcinoidi, tumori rari o meglio a bassa incidenza - più di 1.200 gli italiani colpiti ogni anno, 200 solo in Lombardia - sta venendo allo scoperto pian piano, grazie agli studi degli specialisti e all'attività di centri di eccellenza come il Cerica (centro di riferimento per lo studio e la cura dei carcinoidi e dei tumori neuroendocrini) dell'Istituto nazionale dei tumori (int) di Milano.

Una struttura che, a pochi mesi dalla sua inaugurazione ufficiale, vanta uno degli archivi informatici più ampi del mondo in materia. Circa 800 i casi raccolti nel 'cervellone', in attesa di essere sottoposti a una sorta di riclassificazione istologica che permetterà di saperne di più su origini e dinamiche della malattia.


L'operazione richiederà un finanziamento di almeno 500 mila euro, per il quale all'Int è già scattata la corsa al potenziale partner economico. (segue) (Sal/Gs/Adnkronos) 29-OTT-07 16:24 NNN = (Adnkronos/Adnkronos Salute) - «I contatti sono già stati avviati - fa sapere Emilio Bajetta, direttore di Oncologia medica 2 che si occupa di carcinoidi da più di 40 anni - e forse sarà proprio l'Airc (Associazione italiana per la ricerca contro il cancro) a scendere in campo per permettere la valorizzazione di questo patrimonio informativo».

L'irccs lombardo è uno fra i primi in Italia a essersi dotato di un centro specializzato, frutto di una sorta di riorganizzazione interna, per offrire a pazienti 'orfanì di cure e spesso reduci da diagnosi scorrette un corretto approccio alla patologia. Proprio dall'Int di Milano arriva anche il primo tentativo di fare il punto sulle conoscenze accumulate finora, con un libro intitolato 'La famiglia dei carcinoidì, curato dallo stesso Bajetta e presentato oggi a Milano.

 

«Una sorta di vademecum sui tumori rari che si nascondono dietro il nome di carcinoidi. Patologie dalle origini sconosciute - spiega Bajetta - e difficili da diagnosticare. Anche se i casi segnalati dalle corsie degli ospedali italiani risultano in aumento». L'obiettivo del libro è quello di diffondere informazioni di carattere pratico, fondamentali per chi si imbatte in queste patologie rare, ma anche per i medici che possono trovarvi suggerimenti utili per individuarli.

«Vogliamo farci conoscere anche per il servizio reso alle altre strutture italiane, soprattutto quelle più piccole che hanno bisogno di tecnologia e chirurgia dedicata come quella di cui disponiamo qui all'Int», sottolinea Alessandro Rampa, direttore sanitario della fondazione. «Purtroppo - prosegue - è ancora difficile riconoscere e trattare un malato con tumore neuroendocrino, i cui sintomi, qualche volta, possono essere solo un arrossamento diffuso della cute e crampi addominali, magari accompagnati da diarrea».

I carcinoidi restano ancora per certi versi un 'mistero'. «Per ora - sottolinea Bajetta - possiamo dire che colpiscono più gli uomini delle donne e vengono segnalati negli adulti, con una maggiore incidenza nella fascia di età fra i 70 e gli 80 anni. E che, sorprendentemente, i neri sembrano essere quasi immuni». Di certo, ironizza l'oncologo, si tratta di «tumori democratici: non risparmiano nessuna classe sociale». Gli esperti stanno indagando a 360 gradi per capirne le cause, concentrandosi soprattutto su fattori di rischio quali l'alimentazione. «C'è ancora qualcosa che ci sfugge - precisa l'esperto - e senz'altro è da ricercare anche nella predisposizione genetica individuale».