{{IMG_SX}}Roma, 14 novembre 2007 - Un morto di diabete nel mondo ogni 10 secondi; 380 milioni di ammalati entro 20 anni, la maggior parte dei quali nel terzo mondo. È l'allarme lanciato nel corso di un convegno al Senato promosso da Diabete Italia, in occasione della Prima Giornata delle Nazioni Unite per il Diabete.

 

Il fatto che il diabete sia una vera epidemia, spiegano gli esperti, è ormai assodato. Ma è nel terzo mondo che la malattia sta trovando terreno fertile: secondo l'International Diabetes Federation entro il 2025 quasi l'80% di tutti i casi di diabete nel mondo si riscontrerà nei paesi a reddito basso o medio. Già oggi, ha segnalato il presidente della Commissione Igiene e Salute del Senato, Ignazio Marino, in un messaggio agli organizzatori del convegno, "in India ci sono 40 milioni di malati, e 39 milioni in Cina. Nel 2025 - ha spiegato Marino - in India il 30% degli abitanti saranno diabetici".


Questo perchè il terzo mondo mal sopporta l'occidentalizzazione forzata dell'alimentazione, ma soprattutto per la carenza di mezzi diagnostici e terapeutici. Per questo, ha sottolineato Marino, "occorre unire gli sforzi e dedicare risorse soprattutto per i paesi più svantaggiati".

 
Una sensibilità sull'allarme diabete che il mondo comincia a cogliere: "La risoluzione Onu - ha ricordato Riccardo Vignali, presidente di Diabete Italia - riconosce quanto le organizzazioni internazionali, come l'Idf e l'Oms, e tutte le associazioni e società scientifiche dei vari paesi riconoscono da anni: il diabete è in sensibile crescita nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo, a tutte le età, con gravi rischi per la salute e costi elevati per i sistemi sanitari. È la prima volta - ha sottolineato Vignali - che una malattia non infettiva ha la stessa attenzione sinora riservata all'Aids, alla tubercolosi, alla malaria, in quanto considerata vero e proprio problema di salute pubblica a livello globale".

 

In occasione di questa prima giornata, voluta per celebrare la Risoluzione ONU 61/225 votata il 20 dicembre 2006 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (che riconosce il diabete ''malattia cronica, debilitante e costosa''), tanti monumenti in tutto il mondo saranno illuminati di azzurro. Fari puntati, quindi, su Ponte Vecchio a Firenze, la Torre di Pisa, la Valle dei Templi di Agrigento, Castel Sant'Angelo a Roma, la Reggia di Caserta. A questi se ne aggiungeranno tanti altri in tutto lo Stivale. Stessa sorte toccherà all'Empire State Building a New York, l'Opera House di Sidney, le Cascate del Niagara, il London Eye, il Burj Al Arab a Dubai e la torre Taipei 101 di Taiwan (l'edificio più alto del mondo). L'elenco completo è disponibile sul sito www.worlddiabetesday.org/bluemonumentsmap