{{IMG_SX}}Roma, 9 giugno 2007 - I pediatri italiani dicono no ai compiti sotto l'ombrellone. Ben il 75%, infatti, li trova del tutto inutili e dannosi. Non servirebbero, in altre parole, a tenere allenate le menti dei piccoli durante la pausa estiva, ma solo a stressarli 'scippandogli' ore preziose di meritate vacanze. Il dato emerge da un'indagine nazionale svolta su un campione di 334 pediatri italiani, discussa durante il convegno nazionale di pediatria di Ischia.
"Liberatevi di quei libri - conferma Italo Farnetani, pediatra e docente dell'università di Milano - costano tanto, non servono a nulla, creano tensioni in famiglia e caricano i ragazzini di uno stress inutile e dannoso». Bocciate senza appello, dunque, letture, operazioni e pensierini sotto l'ombrellone. «Per crescere bene e per affrontare l'inverno più ricettivi, sani e forti bimbi e adolescenti hanno bisogno di tre mesi di riposo assoluto. Al limite possono riprendere un pò di 'allenamentò a partire da settembre".

 

 

Staccare la mente, dunque, per tornare sui banchi più svegli e ricettivi che mai, pronti ad affrontare compiti in classe e interrogazioni dopo giornate all'insegna di sole, mare o montagna e spensieratezza. Del resto le vacanze estive, prosegue il pediatra, "sono state pensate per far riposare gli alunni. E coincidono con l'estate proprio perchè il caldo è un elemento di stress". Perciò "è fondamentale non aggiungere tensioni e lasciare ai bimbi assoluta libertà". In età pediatrica, precisa infatti Farnetani, "la mente non ha ancora terminato il suo 'rodaggio' e ha bisogno di più tempo per recuperare. Inoltre l'apprendimento è un processo difficile, molto più faticoso di un lavoro manuale o creativo". Insomma, da adesso a fine agosto "gli alunni devono 'staccare la spinà, dimenticando zaini, quaderni, imposizioni e orari", ribadisce l'esperto.

 

Anche perchè le vacanze estive "sono importantissime anche dal punto di vista psicologico. Il bambino ha l'impressione che non debbano mai finire - spiega Farnetani - Si sente felice ed energico, e ciò ha un effetto molto positivo sulla sua salute". Al contrario dei compiti che, lontano dei banchi di scuola, possono dar vita "a mal di pancia e mal di testa psicosomatici", ma anche "al riacutizzarsi dei problemi alla pelle, fino all'indebolimento delle difese immunitarie", elenca il medico. Quindi niente pensierini e tabelline per i piccoli, piuttosto tre regole d'oro da non dimenticare nel corso delle vacanze.
"Più sport all'aria aperta, non agonistico ma fatto per divertimento - puntualizza il pediatra - più tempo da trascorrere correndo e giocando con i coetanei, ma anche con i genitori". E ovviamente, conclude Farnetani, "un massimo di due ore al giorno tra tv, videogiochi e computer".