Marco e Gabriele Bianchi
Marco e Gabriele Bianchi

Roma, 19 ottobre 2021 – Sono stati denunciati per maltrattamento ed uccisione di animali i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, attualmente in carcere per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il cuoco 21enne di origine capoverdiana ucciso l’anno scorso a Colleferro durante un pestaggio nel quale era intervenuto per difendere un amico. A sottoscrivere la denuncia è stata l’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali. Durante le indagini, gli inquirenti hanno trovato sul cellulare di uno dei due alcuni filmati dove i gemelli di Artena uccidono con una crudeltà inaudita degli animali totalmente innocui, come un uccello o una pecora.

“Abbiamo messo in campo il nostro ufficio legale con l'avvocato Enpa, Claudia Ricci, non solo perché è giusto che questi esseri disgustosi paghino anche per questi orribili reati, ma anche perché ancora una volta emerge una realtà che l'Enpa solleva da sempre in tutti i fori e di cui si parla ancora troppo poco: coloro che torturano e uccidono gli animali sono le stesse persone che poi si scagliano con violenza sugli esseri umani”, spiegano dall’Enpa. Willy Monteiro, i killer si vantavano sui social. "Bella rissa"

“È ora che venga riconosciuta la pericolosità sociale delle persone che maltrattano e uccidono gli animali”, continuano dall'associazione animalista che, ricorda, come nella letteratura scientifica internazionale il maltrattamento e l’uccisione di animali, in termini statisticamente rilevanti, sono condotte riconosciute come specifici “indicatori di pericolosità sociale”. Dall'indagine di Link Italia e Corpo Forestale dello Stato, su un campione di 687 detenuti ha evidenziato che il 68% degli autori di reato per lesioni e maltrattamento in famiglia ha maltrattato o ucciso animali da adulto. In particolare, il 61% ha maltrattato e/o ucciso animali da minorenne mentre il 64% ha maltrattato e/o ucciso animali da adulto. “Eppure in Italia - continua la presidente di Enpa, Carla Rocchi - ancora si fa fatica ad affermare questo principio e occorre battersi nei tribunali e nella società per contrastare la mentalità dominante, retrograda e socialmente pericolosa del ‘tanto sono solo animali’. Ora è chiaro che continuare a non riconoscere la gravità del maltrattamento di animali come orribile atto in sé e come specifico indicatore di pericolosità sociale significa, a livello sociale, ignorare un bomba ad orologeria che sta per scoppiare”. Gli arrestati: "Mai toccato Willy" Ma un video incastra i picchiatori