Virginia Raggi, dal 2016 sindaca di Roma
Virginia Raggi, dal 2016 sindaca di Roma

Roma, 19 maggio 2021 – Virginia Raggi ha dettato alla Camera il programma per il futuro della Capitale. La sindaca di Roma ha infatti espresso in Commissione affari costituzionali le sue proposte per potenziare la città: “Sono d'accordo con chi chiede per Roma gli stessi poteri legislativi di una Regione – ha detto Raggi -. Nel caso il tema del decentramento andrà rivisto, ma sarà fondamentale non perdere l'unitarietà della città”.

Inaccettabile avere gli stessi poteri dei piccoli Comuni”

Virginia Raggi ha chiesto che Roma sia la capitale d’Italia a tutti gli effetti: “Roma è la sede delle principali istituzioni repubblicane, delle organizzazioni internazionali e dei corpi diplomatici – ha dichiarato -. È tante cose tutte insieme e le gestisce con gli stessi poteri e risorse date ad altre città, anche a Comuni di 100 abitanti. Una sperequazione del genere non può essere più accettata”.

La sindaca ha proposto quindi delle modifiche legislative: “Possiamo lavorare su un doppio binario: una modifica di legge ordinaria, che ci consenta interventi rapidi e una modifica costituzionale. Io credo che entrambe le strade vadano percorse con la stessa determinazione”.

Una Capitale più semplice e più snella

Di cosa ha bisogno la Capitale? Di una spinta verso la semplificazione di procedure, norme, competenze e funzioni. Troppo spesso Roma si trova a gestire competenze sovrapposte con altri enti, una situazione che crea sacche di opacità. Non è ammissibile. Serve una semplificazione, con perimetri certi di responsabilità – ha sottolineato il primo cittadino -. Serve poter accedere a fondi statali, come accade in altre capitali. Non possiamo ogni volta attendere una gestione mediata da un altro ente”.

Abbiamo avanzato – ha aggiunto - proposte come la possibilità di sedere ai tavoli istituzionali, di accedere direttamente al fondo nazionale trasporti e ai fondi europei. Dobbiamo avere la competenza diretta sull'approvazione delle varianti urbanistiche”. Secondo Raggi, Roma “deve avere competenza esclusiva sui trasporti anche su area vasta, perché molte persone risiedono fuori ma vengono a lavorare nella Capitale.”

Recovery, Giubileo e Expo 2030: le nuove sfide

L’attuale primo cittadino ha illustrato a tal proposito anche le sfide future pensate per la Capitale: “Ho posto dall'inizio il tema dei poteri speciali perché rispetto ad altre capitali europee, Roma parte con un gap di poteri e risorse che crea uno svantaggio. Ma noi dobbiamo affrontare sfide non banali, come quella del Recovery che è la prima. Poi c'è il Giubileo e sto cercando di avanzare la candidatura di Roma a Expo 2030. Riuscire ad ospitare un evento del genere può essere un volano per il Paese”, ha concluso.

Gelmini: “Roma non ha poteri adeguati”

Sulla questione è intervenuta anche la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, che si è schierata dalla parte della sindaca Raggi: “La città non gode di poteri adeguati al ruolo che deve rivestire - ha detto -. È arrivato il momento di riconoscerli anche a Roma, come avviene a Berlino, Madrid, Bruxelles. È stata istituita presso il ministero agli affari regionali una commissione di studio per analizzare gli scenari di riforma dell'ordinamento di Roma Capitale a partire dall'imponente attività svolta dalle Camere. Non si intende sostituire l'attività parlamentare, ma affiancarla. Il primo atto della commissione sarà di stabilire un canale di contatto con Parlamento, Regione Lazio e Comune”, ha precisato.