Roma, 27 novembre 2021 - Al grido di "Il mostro ha le chiavi di casa" migliaia di donne sono scese in piazza a Roma per manifestare contro la violenza sulle donne. Le ragazze della rete 'Non una di Meno' - moltissime giovani, tante con indosso abiti, bandane o bandiere fucsia, il colore del Movimento - sono partite questo pomeriggio da piazza della Repubblica e, una volta imboccato via Cavour, hanno agitato in aria i loro mazzi di chiavi. E' la prima marcia dallo scoppio dell'epidemia Covid-19 che ha aumentato ancora di più i maltrattamenti in famiglia.

Manifestazione "Non una di meno" contro la violenza sulle donne

Un concetto ribadito da Serena, tra le partecipanti al sit-in: "La pandemia ha aggravato ulteriormente anche le condizioni di violenza, sia in casa che sul lavoro. I dati sono chiari. Per questo abbiamo ritenuto necessario riprenderci lo spazio pubblico e tornare in strada e lo faremo con azioni performative durante il percorso".

Manifestazione "Non una di meno" contro la violenza sulle donne

"Violenza di genere, sistema", è lo striscione che ha aperto la manifestazione. "Gli uomini uccidono più del coronavirus" fra i cartelli tenuti a braccia alte dalle donne in corteo, e  "Tremate tremate, le streghe sono tornate", il coro intonato dalle femministe nel corso della manifestazione. Alle 16.30, la musica dei carri e i cori si sono fermati per un grido muto in memoria delle vittime. Tante, troppe. Al momento, secondo quanto si apprende dalla Questura, la situazione non presenta criticità.

100mila in piazza

''Oggi come studentesse e studenti da tutta Italia eravamo in piazza con la marea di Non Una Di Meno. Oltre 100.000 persone hanno invaso le strade della capitale per urlare con forza che non siamo più disposte a subire la violenza che quotidianamente viene esercitata su di noi. Dalle scuole alle università alle città continua la nostra lotta per una società libera dal patriarcato!". Lo dichiara Arianna Petrosino della Rete della Conoscenza.

Manifestazione "Non una di meno" contro la violenza sulle donne
''Siamo stanche delle parole di rito delle istituzioni il 25 novembre, quando durante il resto dell'anno non si muove un dito per contrastare davvero la violenza di genere'' continua Bianca Chiesa dell'Esecutivo nazionale dell'Unione degli Studenti ''Vogliamo che in tutte le scuole si attivino corsi di educazione sessuale e all'affettività liberi da pregiudizi ed eteronormatività, che le carriere alias per le persone trans* siano riconosciute come diritto in tutto il Paese, che le scuole diventino davvero il primo presidio di contrasto alla violenza di genere''.

''Anche le università troppo spesso sono luoghi di violenza per donne e soggettività LGBTQ+, come testimoniano numerosi lavori di inchiesta degli ultimi anni - conclude Andrea Ciuffarella di Link Coordinamento
Universitario - Vogliamo che in tutti i luoghi della formazione siano aperti centri anti violenza e consultori liberamente accessibili per studentesse e studenti''



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L’arrivo del corteo a piazza San Giovanni

Sono passate le 18.30 il corteo e il corteo è ormai arrivato alle porte di piazza San Giovanni, dove si concluderà, la manifestazione organizzata da 'Non una di meno' a Roma per chiedere più diritti per le donne e per tenere vivo il tema dei femminicidi. Il corteo, femminista e transfemminista, si è di fermato per una seconda azione dimostrativa: le manifestanti si sono bloccate in via Merulana e si sono sedute a terra per un minuto di silenzio, a ricordo delle vittime di femminicidio, terminato il quale si sono rialzate con un lungo grido. Il corteo, dal momento della partenza alle 15 si è molto ingrossato e mentre la testa della manifestazione è ormai all'arrivo la coda sfila ancora lungo viale Emanuele Filiberto. Secondo alcune stime raccolte in strada avrebbero marciato circa 20mila persone, anche se le organizzatrici, dal camion alla testa del corteo quando il corteo era arrivato a piazza Vittorio, hanno azzardato ai megafoni la cifra di 100.000 persone. Tra le tante scese in piazza si sono viste anche alcune rappresentanti istituzionali: dall'assessora capitolina Sabrina Alfonsi alla consiglia regionale del Lazio, Marta Bonafoni. Tra le associazioni e Ong presenti 'Differenza Donna', 'Diversa Torpignattara', i centri antiviolenza della rete D.i.Re oltre alla Casa Internazionale delle donne e Lucha Y Siesta

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