Sabato 20 Luglio 2024

Università Sapienza, la più acclamata dagli accademici internazionali: ecco perché

Secondo il ‘QS World University Ranking’, l’ateneo di Roma è terzo in Italia, dopo il Politecnico di Milano e l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Ma la sua reputazione accademica supera tutti

La Sapienza di Roma è l'università più considerata dagli accademici internazionali

La Sapienza di Roma è l'università più considerata dagli accademici internazionali

Roma, 10 luglio 2024 – La Sapienza è l’università italiana più considerata dagli accademici internazionali. L'ateneo romano è diventato il punto di riferimento per la ricerca e la didattica, primo in Italia per reputazione e al 16esimo posto in Europa. A dirlo è la classifica delle 100 migliori università europee secondo il ‘QS World University Rankings: Europe”.

Sono 51 gli atenei italiani, di cui 24 in miglioramento rispetto all’ultimo rapporto, 2 stabili e 25 in calo. Tra i nomi più prestigiosi, svetta La Sapienza: a livello nazionale è al terzo posto dopo il Politecnico di Milano e l'Alma Mater Studiorum di Bologna, ma nella lista delle più acclamate dagli accademici è prima. Un successo con un unico neo: l’ateneo capitolino scende di una posizione nella graduatoria generale, dove si colloca al 66esimo posto, ma è prima per reputazione accademica.

Approfondisci:

Lavoro dopo la laurea e rapporto docenti-studenti: la classifica mondiale Qs Europa 2025 boccia le Università italiane

Lavoro dopo la laurea e rapporto docenti-studenti: la classifica mondiale Qs Europa 2025 boccia le Università italiane

I magnifici quattro

Quattro università italiane tra le migliori 100 d'Europa, ma ancora nessuna nella top ten europea. Nell'edizione 2025 del rapporto, sono presenti 684 università di 43 Paesi. Le prime quattro in assoluto sono il Politecnico di Zurigo, l’Imperial College di Londra, Oxford e Cambridge. Il Politecnico di Milano (38 esimo posto) è la prima università italiana, e sale di nove posizioni in classifica.

L'Alma Mater Studiorum di Bologna (48esima) si colloca al secondo posto a livello nazionale e sale di 30 posizioni, entrando nella top 50. L'unico ateneo con una crescita maggiore rispetto all'anno precedente è l'Università del Salento, che è salita di 65 posizioni, raggiungendo il 419 posto.

Eccellenza italiana

“Le università italiane – si legge nel report – superano collettivamente la media europea in metà degli indicatori misurati, eccellendo in particolare nella ricerca”. Tra i parametri che hanno determinato la graduatoria, c’è anche il punteggio medio delle pubblicazioni scientifiche per ogni membro della diverse facoltà (Papers per Faculty), considerata un’unità di misura della produttività nel campo della ricerca.

Il rank italiano è pari a 56,9: quasi il doppio della media europea. Tuttavia, l'impatto della ricerca italiana, indicato dalla metrica delle citazioni per pubblicazione scientifica (Citations per Paper), è leggermente inferiore alla media europea.

Ciò che distingue l'Italia è anche la diversità delle sue collaborazioni di ricerca internazionali. E questo si riflette nei punteggi elevati dell'indicatore ‘Rete internazionale di ricerca’, ben al di sopra della media europea. Inoltre, il punteggio medio della ‘Reputazione accademica’, leggermente superiore alla media europea, si correla positivamente con la posizione del Paese nel campo della ricerca.

Scambi tra studenti

Le università italiane eccellono anche nei programmi di scambio di studenti, sia in entrata che in uscita: anche in questo caso con risultati ben superiori alla media europea. Tuttavia, il punteggio dell'Italia per il rapporto docenti/studenti è meno della metà della media europea, evidenziando un problema persistente ancora da affrontare.

Il numero limitato di corsi tenuti in inglese e gli investimenti relativamente bassi per l'internazionalizzazione delle università contribuiscono a far sì che l'Italia ottenga un punteggio pari solo a un terzo della media europea per quanto riguarda la proporzione del corpo docente internazionale. La percentuale di studenti internazionali è marginalmente superiore, ma sempre circa un terzo della media europea.