Polizia scientifica
Polizia scientifica

Roma, 29 agosto 2021 – “Aiuto ci sparano”. È l’allarme lanciato al telefono da un'adolescente, spaventata da un colpo di pistola fatto esplodere da un uomo davanti alla porta di casa. La ragazza era all’interno dell’abitazione insieme ai genitori, fuori gli aguzzini che chiedevano soldi. Ma quando i poliziotti sono intervenuti, gli abitanti del palazzo hanno cercato di fermarli per proteggere i malviventi. È successo ieri in zona Alessandrina, dove due persone sono state arrestate per estorsione.

Tutto è iniziato con la telefonata della ragazzina che chiedeva aiuto perché lei e i genitori erano in pericolo, mentre un uomo aveva sparato un colpo d'arma da fuoco. In pochi minuti gli agenti sono giunti sul posto: mentre entravano nel portone del palazzo, hanno visto un uomo ed una donna, quest'ultima con un neonato in braccio, che stavano uscendo.

Insospettiti dal loro modo di fare, gli agenti hanno chiesto i documenti alla coppia, che mostrava segni di nervosismo. Interrogati sul motivo di questo atteggiamento, la coppia ha risposto
che stava andando a portare il bambino al pronto soccorso perché non si sentiva bene ma poi l'uomo - A.G., un 26enne romano - ha iniziato a dare in escandescenza cercando di sottrarsi al controllo spintonando gli agenti. A quel punto, due poliziotte hanno perquisito la domma - D.R., una 25enne romana - trovandole dentro la borsa una pistola pronta all'uso, con 5 colpi all'interno, e un secondo caricatore con 8 cartucce, il tutto nascosto all’interno di una federa di un cuscino. C’erano anche 6.530 euro in contanti. Da successivi accertamenti, la pistola è risultata rubata nel 2017. Perquisito dai poliziotti anche il ragazzo, nel suo borsello sono stati trovati 330 euro.

Mentre gli agenti facevano salire sulle auto di servizio la coppia, sono scesi per strada una ventina di ragazzi che hanno cercato di impedire l'operazione: chiamato ausilio via radio, sono arrivate altre tre volanti a supporto dei colleghi. Sul portoncino d'ingresso della palazzina c’era un foro di proiettile e tutto intono diverse tracce di sangue che portavano ad un'abitazione del piano terra: suonato il campanello della casa, ad aprire la porta è stato un uomo con una ferita d'arma da taglio sul pollice della mano destra, a suo dire procurato da un coltello da cucina mentre tagliava il pane. Invece non era così.

In casa con lui c'erano anche la moglie e la figlia minorenne, la ragazza che aveva telefonato al 112, entrambe visibilmente scosse. É stata poi proprio la moglie a raccontare che nella tarda serata il marito era andato nell'appartamento del 26enne, all'interno dello stesso edificio, per risolvere delle questioni di denaro e che, non vedendolo rientrare, si era affacciata nel pianerottolo ed aveva sentito il ragazzo gridare: ''Ti ammazzo. Mi devi ridare i soldi". A quel punto il coniuge è rientrato, ha preso un mattarello dalla cucina ed è uscito di nuovo nel ballatoio trovandosi di fronte la 25enne, che lo ha aggredito con un grosso coltello procurandogli la ferita alla mano. Rientrato di nuovo in casa e chiudendosi la porta alle spalle, lui e la famiglia hanno sentito urlare: ''Tanto dove vai? Ti ammazzo" e poi l'esplosione di un colpo d'arma da fuoco.

Per rilevare le tracce ematiche ed eventuali tracce di polvere da sparo sul corpo e sui vestiti della giovane coppia, è intervenuta la polizia scientifica. I due giovani – il 25enne A.G. e la 25enne D.R. – sono stati arrestati per estorsione, ricettazione, detenzione abusiva di arma da fuoco ed esplosioni abusive. Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sono stati portati in carcere in attesa del processo.