Sparatoria a Corviale, indagini dell’antimafia sull’uccisione di Cristiano Molè: forse un regolamento di conti

Le modalità dell’agguato con 15 colpi esplosi fanno pensare alla pista della criminalità ma è stato escluso che la vittima abbia legami con l’ndrangheta

Sparatoria a Corviale, la vittima è Cristiano Molè (foto Facebook)

Sparatoria a Corviale, la vittima è Cristiano Molè (foto Facebook)

Roma, 16 gennaio 2024 – Indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Roma sulla sparatoria avvenuta ieri sera, dopo le 19.30 tra largo Tedeschi e via Ferrari, in zona Corviale in cui è stato ucciso Cristiano Molè, romano di 33 anni. Le modalità con cui è avvenuto l’omicidio, organizzato come un agguato, lasciano aperta l’ipotesi di un regolamento di conti. Inoltre, anche se è stato verificato che la vittima non era legata alla cosca calabrese dei Molè di Gioia Tauro nonostante l’omonimia del cognome, è emerso che il 33enne era già stato gambizzato nel 2014.

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L’indagine della Dda

Sul delitto indaga anche la Dda di Roma ma, è stato spiegato, solo per le modalità con cui è avvenuto e non perché si pensi a legami con la 'ndrangheta. Molè è stato ucciso da un proiettile che lo ha raggiunto al torace mentre il 30enne che era con lui è stato ferito a una gamba ma in totale sono stati esplosi almeno 15 colpi. I carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci che indagano sull'omicidio non escludono che si sia trattato di un regolamento di conti ma resta da chiarire se sia maturato nel contesto del traffico di droga. Altro aspetto che gli investigatori stanno accertando è se i due obiettivi dell'agguato avessero un appuntamento con qualcuno. I killer subito dopo gli spari si sono dati alla fuga a bordo di un'auto, sembrerebbe una Panda di colore chiaro. Il ferito è stato portato al San Camillo e già in serata è stato sentito dai militari.

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