La polizia locale mette i sigilli al campo rom
La polizia locale mette i sigilli al campo rom

Roma, 1 luglio 2021 – È iniziato questa mattina lo sgombero del campo nomadi “La Monachina”: una ventina le persone sloggiate, tra adulti e minori. L'obiettivo è chiedere l'accampamento abusivo e ripristinare la legalità la zona di Casal Lumbroso.

Gli agenti della polizia locale del Gruppo XIII Aurelio – insieme al Gruppo Sicurezza Sociale Urbana e all'Unità Sicurezza Pubblica ed Emergenziale del Comune – “stanno provvedendo con l'identificazione e l'allontanamento di coloro ancora presenti all'interno dell'area”, fanno sapere in una nota dalla polizia locale di Roma Capitale.

“Poco più di una decina le persone trovate all'interno dei moduli, che progressivamente vengono accolti dal personale dei servizi sociali per l'avvio delle procedure previste per l'assistenza alloggiativa", continuano dal Comando. Secondo gli agenti, nella baraccopoli c'era una decina di persone, mentre secondo l'opposizione sono 24 i nomadi sgomberati.

“Abbiamo chiuso anche il campo rom La Monachina – spiega la sindaca Virginia Raggi –: un ulteriore importante obiettivo raggiunto nel percorso di superamento e chiusura campi rom presenti a Roma. Mettiamo fine a sistema che favorisce ghettizzazione, che fa spendere milioni di euro ogni anno e che crea disagi per i cittadini”.

Le reazioni contrarie: “Chiediamo la sospensione immediata dello sgombero”

Immediate le reazioni di protesta da parte dei consiglieri comunali della sinistra. “Dalle informazioni che giungono dalle famiglie residenti nel campo, lo smantellamento sta avvenendo diversamente da quanto prospettato, senza un'adeguata sistemazione alloggiativa alternativa”, dicono in una nota congiunta Massimo Cervellini, segretario di Sinistra Italiana Lazio, Stefano Fassina, consigliere capitolino di Sinistra per Roma e Adriano Labbucci, segretario di Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana.

“Chi è riuscito a trovare da solo una soluzione abitativa ha già lasciato il campo – continuano -, allo stato attuale circa 24 persone, soprattutto donne con fragilità e minori, rischiano di rimanere in strada, in assenza di un'alternativa abitativa permanente".