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7 giu 2021

Roma, sequestrata discarica abusiva all’Ardeatina: ruspe interravano rifiuti

Nella vasta area venivano scaricati materiali di risulta che poi venivano interrati e coperti: la Polizia locale ha colto delle persone sul fatto. Il proprietario del terreno è stato denunciato

7 giu 2021
Una cava dismessa, un cantiere sotto sequestro, immondizia ovunque, e un ammasso di cubi di pietra giganteschi a forma di piramide monca totalmente abbandonati. Quello che molti chiamano 'Il parco che non c'è', o 'parco dell'oblio' nel pieno del quadrante est di Roma, oggi non è che una discarica a cielo aperto che si estende per ettari ed ettari da via di Portonaccio fino a Viale Palmiro Togliatti e oltre.
ANSA/Martino Iannone
Rifiuti
Una cava dismessa, un cantiere sotto sequestro, immondizia ovunque, e un ammasso di cubi di pietra giganteschi a forma di piramide monca totalmente abbandonati. Quello che molti chiamano 'Il parco che non c'è', o 'parco dell'oblio' nel pieno del quadrante est di Roma, oggi non è che una discarica a cielo aperto che si estende per ettari ed ettari da via di Portonaccio fino a Viale Palmiro Togliatti e oltre.
ANSA/Martino Iannone
Rifiuti

Roma, 7 Giugno 2021 – La Polizia locale ha sequestrato 7mila metri quadri di un terreno agricolo in prossimità di via Ardeatina, a sud di Roma. L’area, infatti, era stata adibita illegalmente a discarica di rifiuti edili che venivano poi interrati con le ruspe per nasconderli alla vista.

Nel corso dei controlli per il contrasto dei reati ambientali, gli agenti del Gruppo sicurezza sociale urbana e della Sicurezza pubblica emergenziale, unitamente al IX Gruppo Eur, hanno colto in flagranza alcuni mezzi appositi, intenti a scaricare per terra materiali di risulta insieme ad altre ruspe all'opera che contemporaneamente ricoprivano i rifiuti con del fresato d'asfalto.

Denunciato il proprietario

L'intera area è stata posta sotto sequestro e il proprietario è stato denunciato per reati ambientali ed edilizi, in relazione al cambio di destinazione d'uso del terreno. Sono tuttora in corso ulteriori indagini sull'entità reale della discarica che, da quanto emerso finora, interesserebbe circa i due terzi dell'intera superficie. Si indaga anche su coloro che a vario titolo hanno contribuito alle attività illecite.

Un altro aspetto su cui i caschi bianchi stanno investigando riguarda infine le modalità di smaltimento dei rifiuti trovati all'interno di alcuni container, dove erano presenti circa 100 mq di materiali di scarto.

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