Giovedì 18 Aprile 2024

Scuola, si chiudono a Roma gli Stati generali per un nuovo modello d’istruzione / VIDEO

La giornata conclusiva. L'Unione degli Studenti: "Abbiamo la responsabilità storica di costruire un nuovo modello di società"

Si chiudono a Roma gli Stati generali della scuola, 20 febbraio 2022

Si chiudono a Roma gli Stati generali della scuola, 20 febbraio 2022

Roma, 20 febbraio 2022 – Tre giorni di dibatti, idee, confronti per ripensare la scuola pubblica. Una legge nazionale sul diritto allo studio, più fondi strutturali in istruzione, e poi didattica partecipata, integrazione con il territorio, educazione alla sessualità e assistenza psicologica all'interno delle scuole. Sono solo alcune delle proposte discusse e presentate oggi 20 febbraio nella giornata conclusiva degli Stati Generali della Scuola, l'evento promosso all'Unione degli Studenti con il supporto di ActionAid Italia, Arci, Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Federazione Lavoratori della Conoscenza - CGIL, Legambiente, Libera Contro le Mafie, Link - coordinamento universitario, Priorità alla Scuola, Rete della Conoscenza e Sbilanciamoci.

Questa mattina al Teatro Italia di Roma il mondo della scuola, rappresentato da più di 500 tra studenti, docenti e associazioni, ha sintetizzato il lavoro portato avanti nella tre giorni di dibattiti e discussioni su didattica, ambiente, associazionismo, antirazzismo, rappresentanza e territori. A parlarne, giovani e docenti venuti da tutta Italia.

"È molto emozionante vedere che gli stessi disagi sono estesi in tutta Italia e poter toccare con mano esperienze di territori diversi- ha detto Micol Vecchione, Uds Milano- è importante anche per avere consapevolezza di quello che può essere il potenziale studentesco: si sente una grande energia, una grande voglia di cambiare questo sistema".

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"Vogliamo inventare un altro futuro. Ci hanno lasciato una scuola in macerie e noi la vogliamo ricostruire- ha detto Luca Redolfi, coordinatore di Uds, durante il momento conclusivo del dibattito- istruzione e cultura devono tornare ad essere uno strumento di emancipazione. Non vogliamo più che siano gli altri a decidere il nostro futuro, vogliamo avere voce nelle decisioni che ci riguardano". Nei prossimi giorni, l'Uds presenterà un documento conclusivo della tre giorni.

"Vogliamo far sentire alle istituzioni il nostro grido - spiega Martina Giro, rappresentante di istituto del liceo 'Alfieri' di Torino, una delle scuole che in queste ultime settimane ha occupato- Abbiamo ridiscusso della scuola che vorremmo, e stiamo cercando di farci ascoltare e far sentire la nostra voce. Ci sono state due gocce che hanno fatto traboccare il vaso: la decisione sulla maturità e la repressione che c'è stata dopo le manifestazioni per la morte di Lorenzo Parelli. Abbiamo tante proposte da fare, e vogliamo essere ascoltati".

Per questo martedì prossimo, gli studenti sono stati invitati a partecipare alle discussioni in Commissione cultura e istruzione in Parlamento, mentre oggi erano presenti alla giornata conclusiva Francesco Verducci (Pd), presidente della Commissione VII, e Matteo Orfini (Pd). Per Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo 'Sperone Pertini' di Palermo, "docenti e studenti sono tutti dalla stessa parte: vogliamo tutti investire sul capitale umano personale, di comunità e territoriale che viene rappresentato dai ragazzi e dalla comunità. Dobbiamo smettere di considerare i ragazzi futuro, perché i giovani sono presente. La scuola ha bisogno di investimenti certi, sostenibili nel tempo, non finanziamenti spot".

Per questo il mondo della scuola chiede libri di testo gratuiti, investimenti in edilizia scolastica e formazione continua per i docenti. A portare il loro sostegno all'impegno dei giovani, anche le associazioni 'Non una di meno', 'Libera', 'Fridays for future' e gli operai della Gkn. Ma per l'ultimo saluto conclusivo, la parola torna all'Unione degli Studenti: "abbiamo la responsabilità storica di costruire un nuovo modello di società", dice Luca Redolfi tra gli applausi dei suoi coetanei.