Raggi
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Roma, 27 Maggio 2021 - Roma non avrà una discarica dentro la città. Almeno questo è quello che per ora è stato deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale, che annulla così l'ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che imponeva all'amministrazione della Capitale di trovare un luogo adatto per costruirne una. 

Raggi: "La Regione non ha più alibi"

Con un lungo post su Facebook, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha voluto commentare la sentenza del Tribunale: "Il Tar del Lazio ha accolto il nostro ricorso e ha annullato l'ordinanza con cui il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti imponeva a Roma Capitale di indicare una discarica dentro la città. Si tratta di una vittoria per tutti i cittadini e tutti i territori che, da troppi anni, pagano scelte scellerate calate dall'alto. Ora la Regione Lazio non ha più alibi".

"No alla politica sulle spalle dei cittadini"

"Dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 non sono mai state costruite valide alternative, neppure nell'ultimo, insufficiente, piano rifiuti regionale - aggiunge Raggi -. A questo si aggiunge le chiusura di diverse discariche e impianti del Lazio, uno dei quali al centro dell'indagine che ha portato agli arresti della responsabile della direzione Rifiuti della Regione Lazio, per ipotesi di corruzione. Questi sono i fatti. Le soluzioni esistono. Alcune di esse sono state individuate nel nuovo piano industriale di Ama, che prevede anche la realizzazione di nuovi centri di trattamento meccanico-biologico: impianti che non sono stati realizzati prima anche per i pesanti ritardi nell'approvazione del Piano Rifiuti della Regione Lazio. I giudici hanno sgomberato il campo da ogni alibi. Non si può fare politica su un tema così delicato, sulle spalle dei cittadini. È arrivato il momento che la Regione collabori per cercare soluzioni fattibili e concrete", ha concluso la sindaca. 

Le motivazioni della sentenza

Arrivano puntali le motivazioni dei giudici del Tar del Lazio, che parlano di un uso illegittimo dell'ordinanza, in quanto non si può emettere "per disporre un'attività di tipo programmatorio e pianificatorio: la definizione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento di rifiuti non integra, infatti, una speciale e temporanea 'forma di gestione dei rifiuti. Questo è un uso illegittimo dello strumento dell'ordinanza contingibile e urgente anche perchè sulla gestione del ciclo dei rifiuti interviene 'l'attività sinergica di più enti.'"

I giudici amministrativi hanno osservato che la complessità dell' "attività di gestione del corretto ciclo dei rifiuti richiede una attività sinergica ad opera di tutti gli Enti preposti alla cura di un settore così delicato, attività che è prefigurata e disciplinata per i diversi livelli di governo del territorio da disposizioni di legge nazionale e di legge regionale".

Inoltre si muovono critiche anche al piano impiantistico della discarica e in particolare "l'assenza - allo stato - della redazione, pur doverosa, di un piano impiantistico volto a garantire l'autosufficienza nella gestione rifiuti del sub-ATO di Roma Capitale".