L'operazione dei carabinieri di Roma
L'operazione dei carabinieri di Roma

Roma, 28 maggio 2021 – È finita proprio dove era iniziata, a Roma, la latitanza di David Cittadini, classe 1972, sfuggito alla cattura nel marzo 2006 nell’operazione “Ibisco” della Dda e dei Ros, per la quale era stato condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere per associazione finalizzata al narcotraffico internazionale.

I carabinieri del Comando provinciale di Roma erano sulle sue tracce ormai da tempo: Cittadini si era trasferito in Spagna, ma non aveva mai smesso di mantenere i contatti con i suoi familiari, in particolar modo la madre e la figlia di 22 anni.

Il compleanno della figlia

Così, con l’avvicinarsi del 23esimo compleanno della ragazza, i militari hanno ipotizzato che il 49enne potesse far ritorno in Italia per fare visita ai parenti. E così è stato: il latitante è stato infatti catturato all’interno dell’appartamento dove vive la madre, nel quartiere Tuscolano della Capitale.

I carabinieri si sono appostati per giorni sotto casa della donna, fino a quando non hanno visto entrare nel condominio un uomo dalle fattezze simili a quelle del ricercato. Una volta avuta la certezza che fosse lui, è scattato il blitz dei militari che, fingendosi dei fattorini, hanno fatto irruzione nell’abitazione.

La cattura e il carcere

Cittadini è stato quindi arrestato mentre cercava di nascondersi nella camera da letto della madre. Da una successiva perquisizione, il fuggitivo è stato trovato in possesso di una carta d’identità falsa, valida per l’espatrio, con la sua foto ma le generalità di un uomo della sua età residente a Roma.

Dagli accertamenti è poi emerso che il documento era lo stesso usato quella stessa mattina, alle 7, per passare i controlli aeroportuali prima di salire su un volo da Barcellona alla Capitale. Dopo le formalità di rito, il latitante è stato condotto dagli uomini dell’Arma in carcere a Rebibbia.

La carriera criminale

Su Cittadini pendeva un mandato di cattura perché ritenuto uno dei promotori del sodalizio smantellato con l’operazione “Ibisco”, partita da due ingenti sequestri di sostanze stupefacenti: 16 tonnellate di hashish a Fiumicino nel dicembre 1999 e 2,1 tonnellate di cocaina su una motonave al largo delle Canarie nel 2003. 

In particolare il narcotrafficante si occupava dell’importazione della droga in Italia grazie ai suoi contatti con alcuni canali di rifornimento in Spagna e con i produttori in Marocco e Sud America.