Accoltellamento (immagine di repertorio)
Accoltellamento (immagine di repertorio)

Roma, 23 maggio 2021 – Una lite per gelosia ha rischiato di trasformarsi in una tragedia ieri a Roma, nei pressi del parco delle Stelle di via dello Scalo, nel quartiere San Lorenzo, zona di movida della Capitale. Un ragazzo di 23 anni è stato infatti accoltellato più volte all'addome e al torace e trasportato in gravi condizioni in ospedale.

Arrestato un coetaneo 

L’allarme è scattato poco dopo le 23 e sul posto è intervenuta la polizia, che ha arrestato il presunto autore dell’accoltellamento, un coetaneo del 23enne con precedenti. Stando a quanto ricostruito finora, il giovane, sarebbe stato ferito al culmine di un litigio per una ragazza contesa.

L’arrestato è ora accusato di tentato omicidio ed è stato denunciato dagli agenti intervenuti anche per resistenza a pubblico ufficiale, per aver cercato di fuggire spintonando un poliziotto, per poi essere bloccato poco dopo. Raggiunto dagli agenti, il 23enne si sarebbe difeso dicendo: “Non ho fatto nulla”.

Stando a quanto emerso finora, il giovane avrebbe nascosto il coltello nei pantaloni e sarebbe stato identificato grazie alle testimonianze raccolte dai poliziotti della squadra Volanti e dei commissariati Porta Pia e San Lorenzo.

L’intervento di Carocci

Il 23enne ferito è stato invece soccorso da Valerio Carocci, presidente dell’associazione Piccolo Cinema America di Roma. “Ieri sera intorno alle 23 stavo passando in auto per Scalo San Lorenzo e sono stato fermato da alcuni ragazzi che gridavano aiuto”, racconta Carocci, che insieme a un amico ha aiutato il giovane aggredito.

E aggiunge: “Mi sono fermato e ho visto un ragazzo a terra con i suoi amici che cercavano di soccorrerlo  L'altro ragazzo ha spiegato di aver chiamato l'ambulanza, che “è arrivata 25 minuti dopo, mentre noi intanto cercavamo di tamponargli le ferite”.

“Coprifuoco? Un grande errore”

“I fatti di ieri sono l'emblema di quanto ad oggi il coprifuoco sia il più grande errore su cui si continua a perseverare, prima era necessario, ora in questi termini è un danno – prosegue Carocci –. La zona del playground, nonostante fossero le 23 circa, era piena di ragazzi ubriachi, ci saranno state oltre mille persone assembrate fino a mezzanotte”.

“È urgente che ci sia una deroga al coprifuoco per gli operatori culturali e sociali affinché possano essere presenti sui territori con iniziative culturali, almeno fino a mezzanotte o l'una, e offrire un'alternativa sana in quelle zone. Attendere il 7 giugno significa lasciare un altro fine settimana allo spazio di degrado che la pandemia ha creato in termini psicologici sui ragazzi, oltre che puramente sanitari”.

E conclude: “Noi vogliamo essere nelle piazze, ma il sole tramonta alle 21.30 e prima ad esempio – noi esercenti di cinema – non possiamo proiettare. Fare la deroga è un modo per rafforzare il lavoro delle forze dell'ordine, essere al loro fianco nelle piazze, che non possono contenere il disagio tra i giovani legato a oltre un anno di pandemia”.