Palazzi a Tor Bella Monaca
Palazzi a Tor Bella Monaca

Roma, 21 maggio 2021 - È iniziato questa mattina, con un evento di apertura, il Festival delle periferie Iper, con base a Tor Bella Monaca, quartiere simbolo ai margini della Capitale. Tre giorni, dal 21 al 23 maggio, dedicati alle zone di Roma più distanti dal centro al motto: “La periferia non è grigia, non è triste, non è un dormitorio”.

A causa della pandemia, gli eventi saranno trasmessi gratuitamente in streaming sul sito di Iper festival. Durante l’incontro che ha dato via al festival, “Politiche per le periferie”, sono intervenuti anche gli assessori capitolini Lorenza Fruci e Luca Montuori, rispettivamente Cultura e Urbanistica.

Il Festival Iper

Promosso da Roma Culture e organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo nell’ambito del progetto Museo delle Periferie, il festival vuole essere una riflessione su aree come Tor Bella Monaca, il Corviale, San Basilio, il Quadraro e tutte le altre zone cresciute negli anni intorno al Raccordo Anulare di Roma.

Oltre novanta ore di streaming e un fitto programma con circa 200 eventi, tra incontri, tavole rotonde, performance artistiche, video, lectio magistralis, concerti. Sono circa 400 le personalità coinvolte, tra studiosi, architetti e artisti.

Gli ospiti

A ragionare sui temi della città e della periferia, sono stati invitati ad esempio l’attore teatrale Ascanio Celestini, l’architetto Alessandro Melis, che ha inaugurato a Venezia il suo “Padiglione Italia” alla Biennale di Architettura, il sociologo portoghese Boaventura de Sousa e l’attore Michele Riondino, per fare alcuni nomi degli artisti, attori, scrittori, architetti, filosofi e sociologi coinvolti nel festival.

Un dialogo con le periferie

L’idea è una cultura inclusiva e partecipata che non vuole abbandonare le periferie a un destino di marginalità, quelle romane come tutte le altre periferie italiane e del mondo, sui cui si amplierà il punto di vista nel corso del festival.

"Un modo per far vedere che la periferia non è morta, non è un dormitorio, non è triste, grigia e pericolosa”, ha spiegato il direttore artistico Giorgio de Finis: “È come se decidessimo di mandare un segnale luminoso nello spazio accendendo nello stesso istante tutte le realtà che quotidianamente operano nei territori attraversati dal Grande Raccordo Anulare, l'effetto visivo sarà quello di un grande anello luminoso intorno alla città".