Paulo Fonseca
Paulo Fonseca

Roma, 3 maggio 2021 - Il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, dopo la sconfitta per 2-0 contro la Sampdoria ha ammesso che la squadra, già reduce in settimana dal tracollo in Europa League 6-2 contro il Manchester United, non sta attraversando un periodo facile. 

"Abbiamo fatto un buon primo tempo e abbiamo subito un gol quasi abituale per noi, dopo non abbiamo avuto la forza per reagire nel secondo tempo. Il momento è difficile. La sconfitta con il Manchester è pesante, è dura”, sono state le parole di Fonseca, intervistato da Sky. 

Fonseca ha poi dichiarato di essere convinto che parte del fatto che la Roma stia ottenendo risultati al di sotto delle attese sia dovuto ai continui infortuni che patiscono i giocatori. Ieri si è fermato per un problema muscolare anche Villar. “Fino a marzo puntavamo su campionato ed Europa League, il problema è che abbiamo giocato senza dieci giocatori. Abbiamo avuto tanti giocatori importanti fuori giocando tantissime partite”.

E ancora: “Non è colpa dell'allenamento. Abbiamo solo due giorni tra una partita e un'altra, non abbiamo tempo per preparare i giocatori che tornano da infortunio. Con il Manchester molti li abbiamo inseriti perché avevamo pochi giocatori disponibili”.

La rabbia dei tifosi contro Pellegrini

Tra gli assenti ieri sera c’era anche il capitano, Lorenzo Pellegrini, rimasto a Roma per la nascita del secondo figlio, Thomas. Scelta che non è piaciuta ad alcuni tifosi, che lo hanno preso di mira sui social, accusandolo di aver messo in secondo piano la squadra nel momento del bisogno.

"Felicitazioni alla signora, ma ora lascia la fascia da capitano che non ti compete”, è uno dei commenti che si sono letti. Oppure:  "Non esiste lasciare la squadra in una situazione del genere. Per nessun motivo al mondo”. C’è anche chi lo ha esortato a trovarsi un’altra squadra. "Ma sì stai a casa, non ti vogliamo più vedere. Prepara le valigie".

L’emozione dell’esordio di Darboe

Per i tanti assenti, si è invece fatto notare all’esordio a Marassi Ebrima Darboe, classe 2001 delle giovanili giallorosse dalla storia molto particolare. Il giocatore è arrivato in Italia dal Gambia, paese che ha lasciato non ancora 15enne in estrema povertà, salutando madre, fratello e sorelle. Dalla città di Bakoteh è salito su un autobus stipato di persone, destinazione Libia. 

Lì è finito in un campo profughi, dove ha subito soprusi, fino a riuscire a fuggire per imbarcarsi su uno di quei barconi che poi approdano in Sicilia pieni di esseri umani in cerca di un futuro migliore. Sull’isola è stato accolto in uno Sprar, per poi essere trasferito in una casa famiglia di Rieti.

Proprio in Sabina è entrato in contatto con il mondo del pallone: durante una partita, organizzata dalla Asd Young Rieti, è stato notato da un talent scout della Roma, che ha cominciato a seguirlo con costanza e poi ha convinto il club a puntare sul centrocampista. 

Primi allenamenti a Trigoria, poi esordio in Coppa Italia nella Primavera, dopo un inserimento lento anche per questioni burocratiche: per tesserarlo la Roma ha dovuto attendere che il ragazzo ricevesse lo status di rifugiato, con intervento anche da parte della Fifa oltre all'autorizzazione dell'assistente sociale in veste di tutore nominato dal Tribunale. Ieri il sogno di Darboe si è coronato con l’esordio in Serie A.