Roma, bruciata corona martiri nazi-fascismo in zona Pietralata
Roma, bruciata corona martiri nazi-fascismo in zona Pietralata

Roma, 27 aprile 2021 – A poco più di due giorni dalle celebrazioni per la Festa della Liberazione dello scorso 25 aprile, è stata bruciata, nella notte, a Roma, una corona davanti alla targa di via del Peperino, in zona Pietralata, dedicata ai martiri del nazi-fascismo. Annerita anche la targa in cui sono elencati i nomi dei dieci partigiani che furono uccisi nell'eccidio del 1943. Sul posto sono subito intervenuti gli uomini della Digos e la Polizia scientifica per i rilievi.

Nel pomeriggio è stato organizzato un presidio antifascista lungo la strada, per condannare il gesto. Due settimane fa, nello stesso luogo, era stata data alle fiamme un'altra corona di fiori. Era l'11 aprile ma, in quell'occasione, il rogo non danneggiò la targa.

Zingaretti: "Roma è antifascista"

Sull'episodio è intervenuto con un post pubblicato sul proprio profilo Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Grazie al tempestivo intervento di Ater e Regione Lazio, la targa e la corona in ricordo dei martiri del nazi-fascismo a Pietralata sono tornate al loro posto. A chi aveva bruciato tutto, dico di vergognarsi. Roma è antifascista. La Regione Lazio realizzerà un murale in onore delle vittime. Stiamo assegnando i locali vuoti alle associazioni e finanzieremo un progetto nelle scuole del quartiere sulla memoria. Provocate? Noi rilanciamo", il suo commento.

Raggi: "Gesto vergognoso"

Anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, con un tweet è intervenuta sulla vicenda. "Ieri notte è stata bruciata la lapide a Pietralata che ricorda i martiri partigiani morti il 23 ottobre 1943. Un gesto vergognoso. Poche settimane fa avevano dato fuoco alla corona lì deposta. Sono episodi inaccettabili. Roma condanna qualsiasi rigurgito di fascismo e violenza", sono state le sue parole.

Scalfarotto: "Offesi gli italiani"

Duro anche lo sfogo del sottosegretario all'Interno, Ivan Scalfarotto: "Offendendo la Resistenza, da cui è originata la Repubblica, si offendono tutti i cittadini", le sue parole. E ancora: "Quanto accaduto a Roma richiama le istituzioni ad agire con tutti gli strumenti necessari per realizzare il dettato e lo spirito della nostra Carta costituzionale e, in particolar modo nella grave crisi che ci attanaglia, ci ricorda la necessità di respingere ogni giorno i rigurgiti di fascismo, in qualunque forma si presentino. Di fronte a questi gesti vigliacchi, si deve ritrovare la coesione nazionale e il senso forte di solidarietà̀ tra le persone. Questo è un autentico lascito della Resistenza".

Peciola: "Non ci faremo intimidire"

Sull'episodio di via del Peperino è quindi intervenuto anche Gianluca Peciola di Liberare Roma: "Questa notte Pietralata si è svegliata con l'ennesima azione di gruppi fascisti contro la Resistenza e la sua memoria. A via del Peperino a Pietralata hanno appiccato il fuoco alle corone commemorative degli antifascisti, danneggiando la lapide dedicata ai partigiani. Il fuoco, da come raccontano i residenti, ha lambito le condutture del gas. In città lo squadrismo non deve passare".

Secondo Peciola bisogna mandare un messaggio forte e chiaro nei confronti degli autori del gesto: "Il messaggio che va mandato è quello dell'intransigenza nei confronti di chi propugna odio e razzismo. A via del Peperino è attiva un'esperienza di solidarietà politica e culturale e di mutualismo, è chiaro che non ci faremo intimidire e risponderemo con una forte e decisa mobilitazione. Il presidio è convocato per oggi alle ore 17 in via del Peperino davanti la lapide", ha concluso.