Roma, al via il Concertone del Primo Maggio
Roma, al via il Concertone del Primo Maggio

Roma, 1° maggio 2021 – Si apre sulle note de “Il nostro giorno”, celebre brano scritto nel 1965 dal cantautore milanese Giorgio Gaber e interpretato per l’occasione dall’Orchestraccia, il tradizionale Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma.

Primo Maggio, il Concertone 2021 torna live

Una manifestazione – promossa da Cgil, Cisl e Uil – che quest’anno (come lo era stato nel 2020) sarà giocoforza sottotono, a causa delle restrizioni e delle limitazioni di pubblico previste dalle norme anti Covid. L’edizione 2021 ha infatti dovuto rinunciare al lungo pomeriggio di musica, ma, a differenza dello scorso anno, ritorna live.

Non ci sarà alcun bagno di folla, ovviamente, ma solo qualche presenza sulle gradinate ad assistere allo spettacolo, che nell’edizione 2020 era stato costruito solo come programma tv. La manifestazione, in corso sul palco allestito alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, potrà essere seguita in diretta su Rai 3, Radio 2 (anche come visual radio) e RaiPlay.

Gli artisti sul palco

In apertura, dopo l’esibizione dell’Orchestraccia, Ambra Angiolini, alla guida dell’evento per il quarto anno consecutivo, affiancata nella conduzione da Stefano Fresi, ha letto un testo di Eduardo Galeano: “Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare”.

Poi spazio ad Alex Britti, che lo scorso anno aveva chiuso il Concertone, e ai Modena City Ramblers che, in diretta dall’Industria Italiana Autobus di Bologna, hanno intonato il canto partigiano “Bella Ciao”, perché “non c'è concertone del Primo Maggio senza Bella Ciao”. Sul palco è stata quindi la volta di Chadia Rodriguez che, a metà dell’esibizione di “Bella così” con Federica Carta, si è tolta il top che indossava, scoprendo i seni sui quali aveva disegnato due cuori arcobaleno.

A vincere il contest 1M Next è stato il giovane cantautore romano Cargo, mentre Gianna Nannini ha ricevuto il premio Siae. Il riconoscimento le è stato consegnato dal presidente della Società Italiana Autori ed Editori, Mogol. La rocker si è esibita insieme al cantante italo-francese Claudio Capèo. La coppia ha reso omaggio a Domenico Modugno con una versione in parte in francese di "Nel blu dipinto di blu".

Al Concertone hanno preso parte tanti artisti collegati da diverse parti d'Italia, come l'Orchestra Multietnica di Arezzo con Margherita Vicario dal Teatro Petrarca della cittadina toscana, Gio Evan dall'aeroporto di Linate, Vasco Brondi dalla casa degli Artisti a Milano, Gaia dal MAXXI di Roma o Colapesce e Dimartino dalle Officine Meccaniche a Milano, per citarne alcuni. Non mancheranno nemmeno collegamenti dal resto del mondo con LP da Los Angeles, Noel Gallagher da Londra e i Balthazar dal Belgio. 

Il collegamento dall'ex Ilva e la protesta dei Bauli

A far da sfondo al collegamento dei Sud Sound System e del gruppo Après la classe c'erano invece i cancelli dell'ex Ilva (ora Acciaierie d'Italia) di Taranto, luogo simobolo della battaglia ambientalista in Italia. Durante l'esibizione sono state mostrate delle immagini dall'alto dell'impianto siderurgico, mentre in sovraimpressione sono comparsi i numeri dello stabilimento, che conta più di 10mila dipendentei diretti e oltre 5mila di indotto, e una scritta per ricordare che il 13 maggio il Consiglio di Stato deciderà sullo spegnimento dell'area a caldo.

Al Concertone ha poi fatto 'irruzione' la protesta dei Bauli. Angiolini, Fresi e Lillo Petrolo hanno infatti portato sul palco la voce di migliaia di lavoratori del mondo dello spettacolo. "Stateci a sentire: ridiamo un senso a questa vita. Su il sipario!". Davanti a tre bauli, i tre hanno poi ricordato come dentro a quelle scatole ci sia "Shakespeare, Dario Fo, i sogni, il futuro, la memoria. Qualche lacrima, qualche fischio, tanta passione e tanta fatica. E dietro ogni baule c'è un operatore, un musicista, un tecnico, una persona. C'è la cultura".

Dedicata alla ripresa del mondo dello spettacolo, dove "siamo al punto zero", anche l'esibizione di Piero Pelù, che ha cantato "Gigante" e "Lacio drom" e soprattutto una versione rivista del celebre successo dei Queen "We Will Rock You". Antonello Venditti, in collegamento da piazza San Giovanni, ha invece ricordato con un suo brano del 1991, "Dolce Enrico", il leader del Pci Enrico Berlinguer, i cui funerali si tennero proprio in quella piazza. Per il cantautore romano è la prima partecipazione al Concertone e, prima di salutare, ha intonato uno delle sue canzoni più popolari: "Notte prima degli esami".

Salvini: “No ai comizi ‘de sinistra’”

Oltre che per la musica, che è tornata a risuonare finalmente dal vivo, questa edizione del Concertone del Primo Maggio sarà ricordata anche per le polemiche. Ad accendere la miccia è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, che su Twitter ha commentato il Concertone dicendo che “costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, attraverso la Rai, quindi i comizi ‘de sinistra’ sarebbero fuori luogo”. Non si è fatta attendere la risposta di uno dei cantanti impegnati nell'evento, Fedez, che in un tweet ha replicato: "Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro. Io vado al concertone a gratis, pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici".

Fedez: "Prima volta che vengo sottoposto ad approvazione"

Ed è stato sempre il rapper a rincarare la dose attraverso i propri social. Fedez, che da settimane sostiene il Ddl Zan, su Instagram ha infatti 'denunciato' che il suo intervento sarebbe stato sottoposto ad approvazione. "È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, che purtroppo non c'è stata in prima battuta; o meglio, dai vertici di Rai 3 mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi e di edulcorare il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente". L'artista ha poi concluso dicendo che, "come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio". 

Lavoratori dello spettacolo, l'appello di Fedez a Draghi dal palco

Il cantante milanese, durante il suo monologo, si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, parlando delle maestranze dello spettacolo, per le quali quella di oggi "non è più una festa". "Caro Mario, capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero di lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate a dovere fino a oggi – ha concluso –. Quindi caro Mario, come si è esposto nel merito della Superlega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo, grazie".

Prima dell'intervento del cantante, la Lega aveva diramato una nota per affermare che "se Fedez userà a fini personali il concerto del 1° maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l'intero costo dell'evento". Nota prontamente commentata dal rapper: "Questo comunicato prima ancora che io salga sul palco è da brividi. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?".

La Rai smentisce: "Mai chiesti i testi, nessuna censura"

In serata è intervenuta anche la Rai, che con una nota ha risposto a Fedez e alla sua 'denuncia' social sulla presunta approvazione preventiva dei testi da parte di Viale Mazzini. "Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta".

E ancora: "Né la Rai né la direzione di Rai 3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell'organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi".

"La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini – ha concluso l'azienda –. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l'occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio".