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20 mag 2021

Ricordato a Roma il brigadiere Angelo Joppi, eroe della Resistenza

Commemorazione solenne in occasione dei 75 anni dalla medaglia d’oro al valor militare al carabiniere scomparso nel 1984. Presente anche il comandante generale dell’Arma, Teo Luzi

20 mag 2021
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Un momento della commemorazione
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Un momento della commemorazione

Roma, 20 maggio 2021 – Nel 75esimo anniversario della concessione della medaglia d’oro al valor militare, i carabinieri hanno ricordato in forma solenne, oggi pomeriggio a Roma, il brigadiere Angelo Joppi, eroe della Resistenza capitolina durante la seconda guerra mondiale.

Nato a Viterbo il 4 gennaio 1904 e morto a Roma l’1 ottobre 1984, Joppi fu insignito della prestigiosa onorificenza per aver partecipato, dall’armistizio dell’8 settembre ’43 fino alla liberazione di Roma, il 4 giugno ’44, come caposquadra del fronte militare di Resistenza a diversi atti di sabotaggio e di distruzione contro il nemico nazi-fascista.

La cerimonia a Roma

Alla cerimonia, svolta nel pieno rispetto delle norme per il contenimento dell’emergenza sanitaria, ha preso parte anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale di corpo d’armata Teo Luzi, che ha deposto davanti all’ingresso del Museo della Resistenza di via Tasso una corona d’alloro insieme ai figli di Joppi.

Tra i presenti, anche il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. La commemorazione del brigadiere si è poi spostata nella vicina basilica di Sant’Antonio da Padova al Laterano, nella quale è stata celebrata una messa in suo ricordo.

Il regio decreto del ‘46

Come detto, Joppi ricevette la medaglia d’oro al valor militare per il suo essere “audace fino alla temerarietà, sempre primo in ogni ardua contingenza e in ogni iniziativa rischiosa, sfidando impavido le insidie della polizia nazi-fascista che lo ricercava attivamente”, si legge nel regio decreto del 15 maggio 1946 con il quale fu decorato.

Ma, soprattutto, perché “eseguì personalmente diversi ed importanti atti di sabotaggio e di distruzione contro il nemico” e perché fu un “luminoso, sublime esempio di alte virtù militari, di assoluto sprezzo del pericolo, di completa, appassionata dedizione alla causa della Patria”.

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