Il Pronto Soccorso dell'Umberto I
Il Pronto Soccorso dell'Umberto I

Roma, 28 giugno 2021 - Era arrivata al pronto soccorso pediatrico dell’Umberto I di Roma con un attacco ischemico cerebrale, probabilmente a seguito di un’infezione da Sars-CoV-2. E per la bambina di nove anni si era temuto il peggio: già all’ingresso in ospedale non riusciva più a parlare. 

Per fortuna, invece, è stata operata con successo da una equipe del Policlinico Umberto I ed è salva, nonostante, come ha riconosciuto il direttore generale della struttura, Fabrizio d’Alba, sia "una storia che poteva concludersi con un esito infausto”.

L’intervento multidisciplinare ha richiesto il lavoro dei medici del pronto soccorso pediatrico, della terapia intensiva pediatrica, della stroke unit e della radiologia del Dea. La piccola è stata trattata con farmaci fibrinolitici, ottenendo così un rapido miglioramento. Ora ha ricominciato a parlare e non ha riportato alcuna conseguenza neurologica. 

Il Covid all’origine del trombo

Il responsabile del Pronto soccorso pediatrico, Fabio Midulla, ha raccontato i primi momenti dell’intervento: "La bambina è arrivata da noi in stato confusionale, con afasia. Abbiamo inizialmente pensato a un tumore cerebrale, ma grazie a una risonanza è emersa un'ischemia causata da un trombo, evento molto raro a questa età”.

Dopo ulteriori approfondimenti, i medici si sono accorti che la bambina aveva anticorpi Igm contro il Covid-19, quindi anche se negativa al tampone aveva avuto un'infezione asintomatica tre o quattro settimane prima e potrebbe essere questa l’origine del trombo.

L’importanza del vaccino anche per i bambini

In genere il Covid-19 in pediatria è una malattia lieve, ma sono state descritte anche complicanze, come la malattia infiammatoria multisistemica (Misc) o, più raramente ancora, casi di ischemia cerebrale dovuta a trombi come accaduto alla bambina. "L'unico modo per prevenire queste rare complicanze - si è raccomandato Midulla - è fare i vaccini anche ai bambini, almeno quelli nella fascia di età per i quali sono autorizzati, ovvero dai 12 anni in su. Il rapporto rischi-benefici è sempre favorevole al vaccino”, ha concluso il medico.