Emergenza rifiuti a Roma
Emergenza rifiuti a Roma

Roma, 15 luglio 2021 - La sindaca della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi, ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente per la riapertura della discarica di Albano Laziale. L'impianto, come disposto dalla sindaca, potrà accogliere fino ad un massimo di 1.100 tonnellate al giorno di scarti lavorati dagli impianti di trattamento, per un periodo di 180 giorni. Il provvedimento è stato disposto per far fronte, nel breve periodo, alla crisi nella gestione del ciclo dei rifiuti che sta interessando le province del Lazio. L'ordinanza, infatti individua la sussistenza di situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente al fine di scongiurare il rischio di un'emergenza sanitaria. La riapertura della discarica di Albano era tra le ipotesi al vaglio dei tavoli tecnici convocati presso il ministero della Transizione Ecologica.

Sul piede di guerra il sindaco di Albano

"Virginia si sveglia a mezzanotte. E a mezzanotte e qualche minuto fa protocollare l'ordinanza per riaprire la discarica di Albano. Pensa così di aver fatto i compiti a casa, quelli assegnati dal Ministero, che dovrebbe fare da facilitatore per aiutare a trovare soluzioni sostenibili ai danni causati dalla Raggi a Roma, ed invece prova a fornirgli l'alibi. Faremo anche noi i compiti: studieremo bene l'ordinanza che impugneremo al Tar", così il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli agli esiti della firma dell'ordinanza di riapertura della discarica nel Comune di Albano da parte della sindaca Raggi. "Restiamo convinti che il metodo usato rimane inaccettabile - continua Borelli -. Non c'è stato nessun confronto con i territori, ma solo l'arroganza di chi si sente immune solo perché è il sindaco della Capitale. E quando non basta, ci si ricorda di avere anche la carta intestata della Città Metropolitana". Ieri, ricorda Borelli "la presenza di tanti sindaci prima dal Prefetto e poi fuori al Campidoglio (e non ammessi in aula Giulio Cesare) è stata la prima forte ed unitaria risposta a questo atto ostile. Una pugnalata inferta ai tanti Comuni che con fatica da anni hanno lavorato per ridurre l'indifferenziata a frazioni minime, per le quali sarebbe sufficiente anche l'attuale impiantistica presente nella nostra Regione. Invece Roma ha gettato 5 anni al vento", conclude.