Razzo cinese in caduta libera in Italia fotografato nei cieli di Roma
Razzo cinese in caduta libera in Italia fotografato nei cieli di Roma

Roma, 8 Maggio 2021 - Sale l'allerta, tanto che oramai il razzo cinese, il cui impatto nell'atmosfera è previsto alle prime ore del mattino di domenica 9 maggio, è stato avvistato a occhio nudo. A lanciare l'allarme è stato l'astrofisico e responsabile del Virtual Telescope, Gianluca Masi, che ha fotografato stamattina all'alba il razzo cinese Lunga Marcia 5B in caduta libera sul Sud Italia.

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L'avvistamento

Era lì, nei cieli di Roma. "L'osservazione era possibile agilmente ad occhio nudo", ha detto Masi, e "l'oggetto appariva chiaramente lampeggiante, a causa della sua rotazione su se stesso: per questo la traccia registrata nella fotografia mostra una fitta serie di tratti luminosi".

Il razzo cinese dovrebbe atterrare sulla Terra il 9 Maggio intorno alle ore 4:11, con una finestra temporale di incertezza di 3 ore, quindi la fascia oraria compresa fra l'1,00 circa e le 7,30Venerdì 7 maggio lo stesso astrofisico aveva fotografato lo stadio del razzo utilizzando il telescopio.

Nove regioni in allerta

Sono nove le regioni del centro-sud che potrebbero essere interessate dalla caduta di frammenti del razzo spaziale cinese Lunga marcia 5B: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. A riferirlo è stato il Comitato Operativo della Protezione Civile convocato dal capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, che ha invitato la popolazione a restare a casa, anche perché "è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici".

Lontani dalle finestre

"Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica - sottolinea la Protezione civile - è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti".

Si consiglia, comunque, indica il Dipartimento, "di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici".

"All'interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all'impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti", ha concluso la Protezione Civile.