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Roma, 01 luglio 2021 - Quattro consiglieri capitolini lasciano il Movimento 5 stelle. Ad annunciarlo è stata Donatella Iorio, oggi, durante l'intervento in Assemblea: "Ho appena protocollato la mia richiesta di uscita dal M5S. Mi sono anche disiscritta dal Movimento", ha detto la consigliera. A dimettersi, oltre a Donatella Iorio, anche Marco Terranova, Enrico Stefano ed Angelo Sturni.  I 4 consiglieri hanno inoltre annunciato la nascita di un nuovo gruppo, 'Il piano di Roma'. Con la loro fuoriuscita Virginia Raggi, ormai prossima alla scadenza e ricandidatasi per un secondo mandato, perderebbe così la maggioranza in Campidoglio.

Lega: "Abbandonata nave che affonda"

"Raggi non ha più una maggioranza nell'assemblea capitolina - ha commentato il coordinatore romano della Lega, Alfredo Becchetti -. Significativo che a staccare la spina a questa amministrazione sgangherata, devastante per Roma, siano stati proprio esponenti del Movimento che hanno scelto di abbandonare una nave che affonda. Non si perda altro tempo: la Raggi si dimetta e consegni  Roma all'esito delle urne". 

Fratelli d'Italia: "Cosa aspetta Raggi a dimettersi?"

"Con la creazione di un nuovo gruppo di ben quattro consiglieri fuoriusciti dai 5 Stelle non vi è più la minima possibilità per Raggi di avere i numeri in Consiglio. Nel frattempo la città è invasa dai rifiuti e le municipalizzate in crisi con manifestazioni dei lavoratori a rischio stipendio. Cos'altro aspetta Raggi a dimettersi?" - dichiarano gli esponenti di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo, capogruppo in Campidoglio, e i consiglieri comunali Francesco Figliomeni, Lavinia Mennuni e Rachele Mussolini della lista 'Con Giorgia'. "Noi ribadiamo che la mozione di sfiducia è pronta e chiediamo agli altri gruppi di opposizione di esprimere la propria disponibilità a sottoscriverla e votarla".

"Piano per Roma, fa capo a Conte"

"Oggi 4 consiglieri capitolini hanno abbandonato il Gruppo M5S, per fondare il gruppo 'Piano per Roma' che fa capo a Conte - afferma Svetlana Celli, capogruppo capitolino della Lista Civica Roma Torna Roma -. Sono gli ultimi di una lunga lista di consiglieri che hanno lasciato il M5S in aperto dissenso da una sindaca allergica al confronto, inconcludente ed arroccata nel palazzo. Ormai la sindaca Raggi ha dalla sua solo 20 consiglieri: riconosca il suo fallimento, si dimetta e risparmi altri mesi di agonia alla città. Per una volta, dimostri di mettere al primo posto il bene di Roma, faccia un passo indietro e lasci la città in mano a chi è in grado di amministrarla".

Pd: "Mozione di sfiducia"

"Con la formazione del gruppo 'il piano di Roma' arrivano a dieci i consiglieri che hanno abbandonato il gruppo di maggioranza. L'ennesimo record negativo a firma Raggi. Ormai le condizioni per governare non ci sono più. La Sindaca dovrebbe prenderne atto e dimettersi. Per quanto ci riguarda abbiamo avviato i contatti con le altre forze di opposizione per presentare la mozione di sfiducia".  E' quanto afferma in un comunicato il gruppo capitolino del Pd. 

"Roma è in piena emergenza rifiuti, le municipalizzate sono allo sbando, l'effetto economico della crisi covid stringe la morsa - rimarcano i consiglieri Pd nella nota -. Dopo cinque anni di nulla siamo arrivati al rischio di un blocco istituzionale. È significativo che la maggior parte delle fuoriuscite dal gruppo di maggioranza siano arrivate dopo l'annuncio della ricandidatura della Raggi. Questo dovrebbe far riflettere gli elettori".

I commenti dei candidati sindaco di Roma avversari

"Come nei 10 piccoli indiani hanno perso altri pezzi, sono rimasti in 19 ed è ora che la sindaca si dimetta" - ha dichiarato il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso di un intervento al parco di Tor Marancia durante il quale ha chiesto le dimissioni della sindaca.

"Che la Raggi abbia o meno la maggioranza non cambia molto, tanto non sta gestendo niente. Siamo in mezzo ai rifiuti e non ha dato ancora una spiegazione - ha detto il candidato sindaco Carlo Calenda -. Ho sempre pensato vada sconfitta alle elezioni. Se invece viene buttata giù con manovre di palazzo perché Conte litiga con Grillo che vuole bene a Zingaretti e che sta simpatico a Letta, questo non è  il modo giusto".