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14 lug 2022
14 lug 2022

Protesta taxi a Roma, terzo giorno: bombe carta a via del Corso

Sale la tensione dei tassisti che stanno manifestano nella Capitale contro Uber e il governo. Rinvio del ddl Concorrenza a lunedì. Ncc Italia: "Grave accontentare i tassisti violenti"

14 lug 2022

Roma, 14 luglio 2022 - Terzo giorno di protesta davanti a Palazzo Chigi.   Da quando è stata annunciata nel pomeriggio la notizia del rinvio a lunedì dell'articolo 10 del Ddl Concorrenza, sono state fatte esplodere numerose bombe carta da parte dei tassisti che stanno manifestando contro Uber in via del Corso a Roma. 

"Questa nostra battaglia ci ha permesso di non far ancora votare l'articolo 10 in commissione. Ora aspettiamo lo stralcio dell'articolo lunedì quando la commissione si riunirà per discutere e vedremo. Non sono ancora del tutto ottimista, sono cauto. Penso che questi ritardi siano positivi: si dovranno contare e vedere se hanno i numeri. Fino a lunedì non ci sarà una manifestazione e quel giorno saremo però tutti di nuovo in piazza". Lo ha detto  Vincenzo Cristofanelli segretario regionale Lazio Fast- Confsal Taxi commentando il rinvio a lunedì del voto dell'articolo 10 del Ddl Concorrenza.

Un momento della protesta dei tassisti vicino Palazzo Chigi,

Elicotteri e forze dell'ordine in assetto antisommossa

Sono migliaia i tassisti provenienti da tutta Italia che si sono radunati intorno a Palazzo Chigi. Gremiti anche gli accessi laterali alla piazza alla quale nessuno, neppure la stampa, può accedere. Molti i cori intonati contro Uber e Mario Draghi. Schierate le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Sono anche arrivati gli idranti. Elicotteri sorvolano il centro di Roma.

I primi arrivi questa mattina 

Questa mattina  in via del Corso a Roma si sono radunati i primi tassisti che manifestano contro Uber e contro il governo, chiedendo lo stralcio dell'articolo 10 del Ddl Concorrenza.  I manifestanti vengono da tutta Italia: ci sono infatti striscioni di "Taxi Milano" e "Tassisti Firenze". Presenti anche rappresentanti da Torino e Napoli. 

Sul posto la polizia, via del Corso chiusa.  Le auto bianche continuano a manifestare contro il disegno di legge sulla concorrenza.

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Ieri lancio di petardi e cori 

 "Noi domani mattina saremo ancora qua.

Noi non ce ne andiamo . Richiesta di ordine pubblico è di mantenere questo standard di manifestazione, abbiamo garantito non ci saranno episodi di violenza . Domani mattina saremo ancora qua", l'annuncio ieri sera, di un rappresentante sindacale dei taxi,  alla chiusura della seconda giornata di durante il presidio davanti a Palazzo Chigi  contro Uber in via del corso a Roma. 

Il nodo sull'articolo 10 del ddl Concorrenza 

"Abbiamo fatto in questi due giorni - aggiungeva il sindacalista - incontri con diversi gruppi parlamentari . Il primo è la Lega che si è detta a favore dello stralcio all'articolo 10.  Anche Fdi è per lo stralcio . Abbiamo incontrato Fi, ha fatto valutazioni in questi giorni e ci ha confermato di chiedere lo stralcio . Poi abbiamo avuto incontri con il M5S , la loro posizione è per una riscrittura dell'articolo 10. Il Pd è a favore di più emendamenti, dallo stralcio alla riscrittura di alcune parti dell'articolo 10. Il Pd ci ha detto che farà un incontro di maggioranza per chiedere le intenzioni del governo. Valuteranno sul momento nel caso il governo volesse andare dritto. Riprenderanno i lavori domani mattina".  

"Via del corso domani deve essere piena" , ha poi detto un manifestante, animatore della protesta napoletana.   

Un momento della protesta dei tassisti in Via del Corso

Ncc Italia: "Grave accontentare i violenti"

"Non bisogna legiferare per accontentare i tassisti violenti, questo è molto grave". E' la posizione di  Francesco Artusa e Luca Notarbartolo, rispettivamente presidente di Sistema Trasporti e di Ncc Italia. "Nella giornata di ieri
abbiamo avuto un giro di consultazioni con i principali partiti di maggioranza sul tema dell'art.10 al Ddl concorrenza. Una materia che riguarda anche gli Ncc - si legge nella nota -. Per la Lega sono intervenuti gli onorevoli Elena Maccanti e Edoardo Rixi che ci hanno ribadito la loro posizione di stralcio e apertura di tavolo tecnico". 

"Una proposta che l'Ncc potrebbe valutare a condizione vi sia l'abbandono del foglio di servizio elettronico (comunque inattuabile) da sostituire con l'esibizione della prenotazione e/o la riforma dell'art.85 del codice della strada. A questo primo incontro hanno preso parte anche CNA e Federnoleggio/Confesercenti - aggiungono Artusa e Notarbartolo -. Anche Forza Italia ha espresso la posizione favorevole allo stralcio. Purtroppo notiamo il paradosso di un parlamento che non ha recepito la sentenza della corte costituzionale del febbraio 2020 e ora freme per legiferare solo dopo che il Governo si è assunto questo onere".

"Ma l'ultimo incontro è quello che ha registrato le posizioni più intransigenti e inspiegabili ovvero quello con il Pd con la presidente Deborah Serracchiani e l'onorevole Davide Gariglio  che hanno espresso la posizione di stralcio e decreti attuativi. Gariglio ha fatto più volte riferimento alla necessità di allentare la tensione che si è venuta a generare a seguito degli Uber file", aggiungono.

"Un chiaro riferimento alle proteste di piazza dei tassisti di questi giorni. Sarebbe molto grave poichè vorrebbe dire che un rappresentante di un'istituzione, peraltro espressione della maggioranza di Governo, in qualche modo ammetta che le leggi non si compiono nelle sedi dedicate al confronto democratico, ma si ottengono  nelle piazze con la violenza. La politica ha il dovere di far sedere le categorie attorno a un tavolo nella ricerca di un compromesso ragionevole, per gli operatori e per l'utenza. 

Perchè l'alternativa alla tensione dei taxi, non può essere la sottomissione infinita degli Ncc. Non in uno Stato di diritto", concludono Artusa e Notarbartolo.

 

 


 

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