Polizia di Stato
Polizia di Stato

Roma, 2 novembre 2021 – Due protesti in titanio sono stati recuperate e restituite al proprietario, dopo una lunga ricerca scandita da richieste di aiuto approdate perfino al Tg3. Oggetti più che preziosi quelli sottratti a un diplomatico francese, membro del Consiglio d'Europa, il valore delle due protesi degli arti inferiori ammonta infatti a 150mila euro.

Le protesi erano state rubate da un'auto, con targa diplomatica, in zona Gianicolo lo scorso 17 ottobre. Subito sono scattate le ricerche da parte della polizia di Stato: l’uomo aveva bisogno delle protesi per muoversi, quindi oltre il colpo ha creato problemi fortissimi al legittimo proprietario delle protesi. Gli accertamenti - avviati dal commissariato Trastevere, in collaborazione con la squadra mobile - hanno permesso di individuare, attraverso l'analisi dei filmati ricavati dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona del furto, un veicolo sul quale si sono focalizzate le prime attività investigative. Roma, ruba macchina elettrica a un bambino: denunciato 40enne

Le immagini acquisite dalle telecamere hanno permesso di identificare l’uomo che risultava proprietario dell’auto, una persona con precedenti di polizia che, immediatamente rintracciata, è risultata poi estranea al furto, ma è stata comunque arrestata e portata in carcere perché in casa aveva 150 grammi di hashish destinato allo spaccio. Napoli, furto d'auto con 'cavallo di ritorno': duemila euro per 'riscattare' il veicolo

A quel punto, gli sforzi degli investigatori si sono intensificati ancora di più, anche a seguito dell'accorato appello lanciato dalla vittima nell'edizione del Tg3 regionale del 20 ottobre, per aiutarlo a riavere quelle preziose protesi, indispensabili per la sua quotidianità”. Accantonata la prima pista investigativa, rivelatasi infruttuosa, l'indagine si è quindi indirizzata su un nuovo veicolo, risultato più compatibile con il luogo del furto e gli orari.

Attraverso lo sviluppo della targa della vettura, individuata dopo innumerevoli incroci con la banca dati Aci, gli investigatori si sono messi alla ricerca dei soggetti che avevano il veicolo effettivamente in uso. L'attività è stata ancor più difficoltosa poiché gli ultimi proprietari del veicolo non avevano registrato la compravendita. Ciò nonostante, la caparbietà di chi indagava ha consentito di individuare l'effettivo utilizzatore del veicolo e il suo luogo di residenza. E così, lo scorso 27 ottobre, su delega della Procura, è stata effettuata una perquisizione domiciliare a carico del soggetto individuato, ma della refurtiva nessuna traccia.

Il soggetto perquisito, sentitosi alle strette, ha fatto circolare la notizia negli ambienti criminali e ciò ha portato al rinvenimento, in una zona boschiva nei pressi della stazione Monte Mario, di un involucro, parzialmente nascosto dalla sterpaglia, al cui interno sono state rinvenute le due protesi rubate. Il recupero della refurtiva è stato subito comunicato al diplomatico francese.