Studenti in classe
Studenti in classe

Roma, 4 luglio 2021 – Edifici scolastici da rimettere in sesto, i presidi di Roma e del Lazio scrivono ai vertici delle istituzioni per chiedere sopralluoghi in tutte le scuole e interventi urgenti per renderle più sicure. Troppe le segnalazioni rimaste inascoltate negli anni, così il presidente dell'Associazione nazionale presidi Lazio, Mario Rusconi, ha inviato una lettera indirizzata al Comune, alla Città Metropolitana e alla Regione Lazio. 

Le richieste sono chiare e precise. “Verificare, attraverso sopralluoghi tecnici, la situazione di tutti gli edifici scolastici, per quanto di rispettiva competenza – ha scritto Rusconi – al fine di evidenziare situazioni di criticità per risolverle prima che diventino irreparabili”. Ma non solo. “Mettere in atto tutte le azioni di manutenzione ordinaria sollecitate dalle scuole nei mesi scorsi – continua il portavoce dei presidi laziali –, dare riscontro alle segnalazioni che pervengono dai diversi istituti scolastici in tema di manutenzione, rendere note le azioni di programmazione delle spese in tema di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche attraverso conferenze di servizio territoriali".

Lavori in estate per non interrompere la ripresa delle scuole

Rusconi, nella missiva, evidenzia che le richieste fanno "seguito alle numerose segnalazioni inviate in particolare in questo ultimo anno scolastico, e si sollecita, a nome dei dirigenti scolastici di Roma e del Lazio, l'effettuazione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, utilizzando proficuamente l'agibilità degli edifici, attualmente non frequentati dagli studenti".

Interventi urgenti

"Nel rimarcare l'urgenza, si sottolinea la situazione di particolare difficoltà delle scuole che, ad oggi, non hanno ancora contezza di una serie di misure di carattere nazionale, come gli organici dei docenti, misure profilattiche rinnovate o meno dal Cts, situazione dei trasporti, la cui attuale indeterminatezza contribuisce ad alimentare incertezze e, soprattutto, delusione umana e civile negli operatori della scuola, negli studenti, nelle famiglie", chiude la lettera Rusconi.