Roma, 4 agosto 2021 - Uno sportello d'ascolto, un presidio del territorio, un momento di confronto e di dialogo tra cittadini e agenti della Polizia locale di Roma Capitale. 
È il servizio presentato in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi e dal comandante del Corpo, Ugo Angeloni.
È partita da un paio di settimane l'azione di prossimità sul territorio da parte della Polizia  locale di Roma Capitale: pattuglie che, secondo una programmazione settimanale e a rotazione nei vari quartieri di ciascun municipio, svolgono un'opera di vero e proprio 'sportello di ascolto'. 

Raggi: "Occasione utile per raccogliere segnalazioni"

Ad oggi sono stati realizzati più di 200 contatti con i rappresentanti delle associazioni e 59 punti di ascolto sul territorio. Sono state recepite 167 segnalazioni di cui alcune risolte nell'immediatezza. "Con questo nuovo servizio garantiamo maggiore sicurezza per i nostri quartieri e offriamo alle persone un importante momento di ascolto e dialogo con gli agenti della Polizia locale - ha dichiarato la sindaca di Roma, Virginia Raggi -. Riportiamo le istituzioni sul territorio e ne facciamo sentire la vicinanza. Un'occasione utile anche per raccogliere segnalazioni e intervenire in modo puntuale sulle eventuali criticità presenti. Penso sia importante che i cittadini possano vedere i nostri agenti come dei veri e propri punti di riferimento a cui affidarsi e rivolgersi, instaurando con loro un rapporto di dialogo e ascolto". 

Le criticità: microcriminalità, soste vietate, malamovida

Le problematiche riscontrate con maggior frequenza in questo primo periodo riguardano per esempio la microcriminalità, la viabilità con particolare riferimento alle soste irregolari; la malamovida notturna in particolare nei Municipi I, II e V. Questa fase rappresenta il fulcro del progetto del 'Settore Prossimità', che ha preso avvio già da alcune settimane a partire da una vasta attività di censimento, da parte di ciascun Gruppo territoriale, di tutte le forme di cittadinanza attiva, dai singoli utenti ai comitati di quartiere. Tale modello operativo si pone l'obiettivo di efficientare l'interfaccia tra agenti e cittadini, migliorando così la vivibilità urbana e la gestione degli interventi nei vari campi di azione, quali la sicurezza stradale, la viabilità, il decoro, solo per citarne alcuni, con il fine ultimo di tutelare i cittadini. 

Unità in strada ma anche nel back office

"Questa è l'evoluzione del modello del vigile di quartiere e si basa sull'evoluzione di tutto ciò che c'era di buono all'interno dei Gruppi mettendo a sistema una metodologia che non ha richiesto chissà quante risorse perché è bastato mettere a sistema le competenze e le conoscenze che nelle unità già preesistevano affinando le modalità di comunicazione con i cittadini". Così il comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Ugo Angeloni, durante la conferenza stampa che ha ufficilizzato l'avvio del progetto che prevede la presenza nei municipi di unità di ascolto. "La Polizia locale della Capitale sta cambiando - ha spiegato Angeloni -. Abbiamo fatto molte analisi sul nostro passato prossimo, e abbiamo lavorato, anche insieme ai sindacati, a un nuovo modello di prossimità, supportato da un back office". Spiegando il servizio, Angeloni ha specificato: "Parliamo di 3-4 persone che per turno e a seconda delle esigenze dei Municipi, sono in strada dedicandosi all'ascolto dei cittadini e di altrettanti agenti che raccolgono le segnalazioni e ne seguono gli esiti".
 Le auto dedicate al servizio avranno la scritta 'Punto di ascolto' nel segnalatore luminoso posto sul tetto dell'auto di servizio.