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24 mag 2022

Roma, picchiato e con l'orecchio mozzato: arrestati due rampolli del clan Casamonica

L'aggressione per motiviti di viabilità risale ad aprile scorso alla Romanina. L’egiziano colpito davanti alla moglie e ai due figli piccoli

24 mag 2022
Polizia
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Roma, 24 maggio 2022 - Il pestaggio sarebbe iniziato per futili motivi di viabilità, ma è proseguito come gesto dimostrativo della prepotenza del clan. Sono stati arrestati i fratelli Giuseppe e Antonio Casamonica, di 19 e 21 anni, dalla polizia a Roma, perché ritenuti gli autori di una aggressione avvenuta nella serata del 17 aprile in via Flavia Demetria. Il provvedimento restrittivo in carcere è stato emesso dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I due fratelli sono gravemente indiziati di essere gli autori dell' aggressione in zona Romanina ai danni di un cittadino egiziano, a seguito della quale lo stesso ha riportato un trauma cranio-facciale, contusioni multiple e la recisione della porzione superiore del padiglione auricolare destro.

Agli indagati viene contestato di aver agito con metodo mafioso, ostentando la propria appartenenza al "clan Casamonica" ed utilizzando modalità tali da richiamare quella tipica coazione e conseguente capacità intimidatoria proprie delle organizzazioni mafiose, consistite in un pestaggio avvenuto su una pubblica via in orario serale, scaturito per futili motivi di viabilità e con la precisa volontà di impartire alla vittima una severa lezione, che servisse anche da monito per coloro che stavano in quel momento assistendo agli eventi. 

L'indagine della Squadra Mobile si è svolta attraverso accertamenti esperiti subito dopo i fatti, l'assunzione di molteplici dichiarazioni e l'analisi di un filmato audio-video estrapolato da una telecamera privata installata in zona. In particolare, il filmato ha consentito di cristallizzare i concitati attimi e di acquisire gravi indizi di colpevolezza in merito alla partecipazione dei due all'aggressione verbale e fisica perpetrata nei confronti del cittadino egiziano, posta in essere con calci e pugni nonché con un coltello, utilizzato per asportare l'elice superiore destro, con conseguente sfregio permanente del viso della vittima. 

Giuseppe, inoltre, è gravemente indiziato del reato di violenza privata aggravato dal metodo mafioso, per aver posizionato l'autovettura da lui condotta in maniera tale da ostacolare il normale flusso della circolazione stradale, costringendo il cittadino egiziano ad arrestare la corsa dell'auto a bordo della quale si trovava in compagnia della moglie e dei due figli minori.  
 

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