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15 feb 2022

Operazione Levante, blitz antimafia per frode fiscale e riciclaggio: 75 misure cautelari

L'operazione ha portato al sequestro di beni per 18 milioni in diverse regioni. Sono 86 le persone finite nell'indagine della Dia per frode fiscale e riciclaggio internazionale di soldi, di cui 75 raggiunte da misure cautelari. Un raggiro che avrebbe fruttato alle mafie del Levante 170 milioni di euro. Tra gli indaganti, anche un colonnello delle Fiamme gialle di Roma

15 feb 2022
Un fermo immagine tratto da un video della DIA e della guardia di finanza di Bari, 15 febbraio 2022: E' in corso di esecuzione da parte di 500 uomini della Dia e della Gdf una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 75 persone con sequestro di beni per oltre 23 milioni di euro. Agli indagati la Dda di Bari contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalit� finalizzata a frode fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, traffico di droga ed estorsioni. Le misure vengono eseguite in Puglia, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. I dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa alle 10 nella Procura della Repubblica di Bari.
ANSA/D.I.A.  GUARDIA DI FINANZA EDITORIAL USE ONLY NO SALES
Un fermo immagine tratto da un video della DIA
Un fermo immagine tratto da un video della DIA e della guardia di finanza di Bari, 15 febbraio 2022: E' in corso di esecuzione da parte di 500 uomini della Dia e della Gdf una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 75 persone con sequestro di beni per oltre 23 milioni di euro. Agli indagati la Dda di Bari contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalit� finalizzata a frode fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, traffico di droga ed estorsioni. Le misure vengono eseguite in Puglia, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. I dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa alle 10 nella Procura della Repubblica di Bari.
ANSA/D.I.A.  GUARDIA DI FINANZA EDITORIAL USE ONLY NO SALES
Un fermo immagine tratto da un video della DIA

Roma, 15 febbraio 2022 – Blitz anti riciclaggio in dieci regioni, con 75 misure cautelari e il sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 18 milioni di euro nel corso dell’Operazione Levanteia  messa a segno oggi. Sono, complessivamente, 86 le persone indagate, tra imprenditori, professionisti e pubblici ufficiali. Coinvolto anche un colonnello della guardia di finanza in servizio a Roma. Un traffico illecito che ha generato un volume di affari per oltre 170 milioni di euro, attraverso un sistema perfetto messo a punto da un’organizzazione criminale che agiva in Puglia e Lombardia, con il supporto della mafia barese.

La mano lunga della mafia del Levante agiva in mezza Italia, con propaggini oltre confine, attraverso il riciclaggio internazionale di soldi “sporchi”, frodi fiscali e trasferimento fraudolento di valori, contrabbando di prodotti energetici. Ma non solo. Le due organizzazioni criminali intercettate dall’Antimafia rastrellavano soldi anche con “le estorsioni, il traffico di sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di armi". Un’articolata associazione a delinquere, “aggravata dalla transnazionalità”.

Sommario: 

Traffici illeciti con affiliati in 10 regioni

La complessa operazione – che oggi ha portato alla notifica di 75 misure cautelari, di cui 15 persone finite in carcere, 44 agli arresti domiciliari, 14 con obbligo di firma e 2 misure interdittiveè partita dalla Puglia ed è stata condotta in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Campania, Abruzzo, Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana. A partire da questa mattina, sono state mobilitate su tutto il territorio nazionale oltre 500 unità della Dia e della guardia di finanza, con il contributo di Polizia di Stato e Carabinieri, nonché con il supporto di mezzi aerei e unità cinofile per la ricerca di stupefacente e denaro delle fiamme gialle.

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Eseguito anche un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 18 milioni di euro emesso dal gip su richiesta della Procura di Bari. Con l'esecuzione delle misure, si legge in una
nota della Procura, "sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico dei componenti di due strutturati sodalizi criminali con proiezione transnazionale, operativamente collegati, dediti alla commissione di una pluralità di delitti".

Operazione Levante: ecco in cosa consiste

Levante, questo il nome dell'operazione, è l'epilogo di un'articolata attività di indagine svolta dalla Dia e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari attraverso l'incrocio dei dati risultanti da segnalazioni di operazioni sospette e intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ma anche l’interrogatorio di persone informate sui fatti e di
collaboratori di giustizia
. Un quadro complesso emerso anche dalla documentazione acquisita dagli investigatori e dagli smartphone sottoposti a sequestro a seguito delle perquisizioni eseguite, nonché dall'attività di osservazione, controllo e pedinamento.

Quali sono le accuse

Secondo l'impostazione accusatoria accolta dal gip del Tribunale di Bari, le ipotesi di reato contestate riguardano, innanzitutto, le presunte condotte illecite di soggetti organici a una prima associazione criminale attiva nel capoluogo pugliese e in Lombardia, la cui operatività è stata disvelata dalle attività investigative effettuate dalla Dia. Dalle indagini – spiegano dalla Procura – è infatti emerso che, "attraverso un sistema di aziende consorziate, l'organizzazione criminale avrebbe sviluppato un volume di affari illecito pari a circa 170 milioni di euro mediante ingenti frodi fiscali poste in essere attraverso l'indicazione di crediti Iva fittizi scaturenti da inesistenti operazioni passive indicate nelle dichiarazioni fiscali in assenza delle relative fatture”.

Una rete di professionisti compiacenti

“Tali crediti, asseverati da professionisti compiacenti, sarebbero stati poi utilizzati dal sodalizio per il tramite di prestanome – continuano dalla Procura di Bari – per compensare poste attive o i versamenti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, alle ritenute fiscali e alle altre somme dovute. I guadagni per i membri del consorzio sarebbero risultati enormi, perché attraverso il meccanismo della creazione di crediti Iva fittizi non avrebbero versato le imposte, nonché i contributi previdenziali e assistenziali dovuti".

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I proventi così illecitamente realizzati sarebbero, quindi, stati reimmessi nel circuito economico attraverso articolate operazioni di riciclaggio. Proprio nella fase della "monetizzazione" dei
proventi illeciti sarebbe emerso il coinvolgimento della criminalità organizzata barese, in grado di reclutare numerosi "fiduciari" a cui intestare carte di credito con le quali drenare, secondo una tempistica prestabilita, le provviste illecitamente conseguite dal sodalizio per il successivo reinvestimento anche nel narcotraffico.

In tale filone investigativo è anche emersa una presunta vicenda corruttiva coinvolgente un colonnello della guardia di finanza in servizio a Roma che, in cambio di utilità economiche e
di altra natura, avrebbe fatto eseguire abusivi accessi al sistema informatico strumentali ad acquisire notizie da comunicare a uno dei promotori dell'organizzazione criminale.

Un fermo immagine tratto da un video della DIA e della guardia di finanza di Bari
Un fermo immagine tratto da un video della DIA e della guardia di finanza di Bari
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Un fermo immagine tratto da un video della DIA e della guardia di finanza di Bari
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